L’imminente assunzione di responsabilità di Antonio Decaro alla guida della Regione Puglia si carica di un’intensa valenza emotiva, che trascende la mera formalità del passaggio di testimone istituzionale.
Il suo messaggio, diffuso sui canali social in vista della proclamazione ufficiale, proietta un’immagine di profonda commozione e al contempo di solida preparazione ad affrontare le sfide che attendono la comunità pugliese.
La metafora della “famiglia allargata” che Decaro utilizza non è un mero espediente retorico, bensì una dichiarazione d’intenti.
Rappresenta il suo profondo legame con la terra e con i suoi abitanti, intesi non come semplici elettori, ma come parte integrante del suo percorso personale e politico.
L’impegno assunto si configura quindi come un’estensione del suo ruolo di custode e guida, una responsabilità che si radica nella condivisione di valori e aspirazioni comuni.
La consapevolezza dei sacrifici che questa nuova fase richiederà, sia a lui che alla sua famiglia, emerge con chiarezza.
La difficoltà di conciliare gli impegni istituzionali con la vita privata, la difficoltà di dedicare tempo ai suoi affetti più cari, diventano simboli del costo umano che comporta l’assunzione di un ruolo di tale portata.
Ma questa consapevolezza non genera rimpianto, bensì una profonda gratitudine verso coloro che lo hanno sempre sostenuto.
L’onestà con cui Decaro ammette la possibilità di commettere errori, la sua umiltà nel riconoscere che non sarà possibile realizzare tutte le aspettative, contribuiscono a creare un rapporto di fiducia con i cittadini.
La richiesta di vigilanza e severità nel giudizio non è un tentativo di sottrarsi alla responsabilità, ma un invito a un controllo democratico, un’ancora di salvezza per garantire la trasparenza e l’efficacia dell’azione amministrativa.
La vera essenza del messaggio di Decaro risiede nell’appello alla collaborazione.
Il richiamo a “lavorare insieme” per “migliorare la nostra terra” sottolinea la necessità di un’azione collettiva, di un patto sociale che coinvolga tutti gli attori del territorio.
L’identificazione dei pugliesi come la sua “famiglia” non è un atto di appagamento, ma un invito a sentirsi parte di un progetto comune, a condividere la responsabilità del futuro.
La domanda retorica rivolta a sé stesso al momento della candidatura, “Chi te lo ha fatto fare?”, trova la sua risposta nella forza di un legame profondo e incondizionato con la sua terra e con la sua gente.
Un legame che lo spinge a dedicarsi con passione e dedizione al bene comune, consapevole che il successo della sua azione dipenderà dalla partecipazione attiva e responsabile di tutti i pugliesi.






