Dehors a Firenze: Scontro tra Commercio e Patrimonio UNESCO

La questione dell’utilizzo del suolo pubblico per dehors, con una superficie complessiva di 12.600 metri quadrati nel contesto dell’area UNESCO di 5 kmq, solleva interrogativi cruciali sull’equilibrio tra esigenze commerciali e tutela del patrimonio culturale e della vivibilità urbana.

Il Comitato ‘Oltrarno Futuro’, supportato dalle istanze del comitato ‘Manoiquandosidorme’, ha formulato un documento programmatico indirizzato ai gruppi consiliari di Palazzo Vecchio, in vista della discussione e votazione del nuovo regolamento dedicato ai dehors, prevista per il 19 gennaio.
Le proposte avanzate mirano a una revisione radicale delle attuali modalità di gestione, focalizzandosi su tre pilastri fondamentali: la riduzione dell’impronta complessiva dei dehors, l’equità nelle procedure di rinnovo e sanzioni più incisive per comportamenti irregolari.

La prima richiesta concerne una drastica revisione delle concessioni esistenti.
Il comitato chiede che ogni dehors non rinnovato, sia esso integralmente o parzialmente, venga definitivamente ritirato dal computo dei 12.600 metri quadrati disponibili, evitando così una perpetuazione di occupazioni senza una reale necessità o beneficio per la comunità.

Questa posizione riflette la consapevolezza che l’attuale estensione dei dehors, in rapporto alla superficie complessiva dell’area UNESCO, incide negativamente sull’identità urbana, compromettendo l’accesso a spazi pubblici e alterando la percezione del paesaggio storico.
In secondo luogo, il documento programmatico sottolinea l’importanza di garantire parità di trattamento tra le attività esistenti e le nuove richieste.
Durante le fasi di rinnovo delle concessioni, le procedure e i criteri applicati dovrebbero essere identici a quelli vigenti per le nuove istanze, eliminando qualsiasi forma di privilegio o deroga che possa generare distorsioni e iniquità.

Un ulteriore elemento centrale è rappresentato dalla necessità di introdurre misure dissuasive più efficaci per contrastare l’abuso e il mancato rispetto del regolamento.

Le sanzioni previste dovrebbero essere significative, con un importo minimo di 1.000 euro e un massimo di 5.000 euro, al fine di disincentivare comportamenti scorretti, come l’eccessivo prolungamento dell’orario di apertura oltre le ore 22:00.

Guardando al futuro, il Comitato ‘Oltrarno Futuro’ e ‘Manoiquandosidorme’ propongono una durata massima delle concessioni limitata a tre anni, al fine di garantire una maggiore flessibilità e possibilità di revisione delle esigenze.

In particolare, si chiede un divieto assoluto di nuove concessioni di suolo pubblico per attività di ristorazione all’aperto in tutte le strade e le piazze dell’area UNESCO, una misura che si prefigge di preservare integralmente la fruibilità degli spazi pubblici e l’autenticità del contesto storico-culturale.
L’obiettivo ultimo è quello di conciliare le esigenze delle attività commerciali con la salvaguardia del patrimonio urbano, promuovendo una riqualificazione degli spazi pubblici che favorisca la vivibilità e l’identità del quartiere.

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