L’aria vibrante di una galleria d’arte contemporanea avvolge la platea, un palcoscenico inusuale per la sfilata della collezione uomo di Dolce e Gabbana, “The Portrait of a Man”.
Cento figure, non modelli convenzionali, ma individui scelti per la loro unicità, emergono dal pubblico, ognuno con il proprio ritmo, la propria postura, come opere d’arte chiamate a rivelarsi.
L’assenza di una passerella tradizionale, la prossimità con gli spettatori, amplifica l’effetto di immersione in un’esposizione d’arte, un omaggio alla molteplicità dell’identità maschile.
Una voce narrante, sussurrata, introduce lo spettacolo, elevando un inno all’individualità: non la conformità, ma la narrazione personale che definisce l’uomo moderno.
Ogni capo di abbigliamento non è semplicemente un indumento, ma una tessera di un mosaico più ampio, una pagina di un racconto che si sviluppa attraverso la forma, la texture, il dettaglio.
La costruzione sartoriale rivela l’intenzione del designer, la sua visione di un uomo complesso e sfaccettato.
I materiali, scelti con cura, non sono solo esteticamente gradevoli, ma veicolano significati più profondi.
Il velluto, simbolo di tradizione e lusso, si contrappone alla ruvidezza del denim, a simboleggiare la dualità dell’esperienza umana.
La seta, fluida e sensuale, esprime una vulnerabilità inaspettata, mentre il cuoio, robusto e protettivo, incarna la forza e la resilienza.
Ogni tessuto racconta una storia, un frammento di vita.
Dolce e Gabbana, con questa collezione, non intendono definire un canone, ma celebrare la diversità.
Affermano con forza che non esiste un’unica interpretazione della mascolinità; che l’uomo può essere forte e fragile, elegante e ruvido, tradizionale e innovativo.
L’uomo è una composizione di contrasti, un universo in continua evoluzione.
E la collezione è un invito a esplorare questa complessità, a abbracciare le proprie peculiarità, ad affermare la propria identità unica e irripetibile.
La sfilata non è una semplice presentazione di abiti, ma una dichiarazione d’amore all’umanità, un riconoscimento del valore intrinseco di ogni individuo.
È un manifesto per un mondo in cui la differenza è una risorsa, e l’originalità è una virtù.






