La Federazione Equestre Internazionale (FEI) ha annunciato un cambiamento paradigmatico nella governance dello sport equestre, inaugurando un programma di testing antidoping out-of-competition rivolto ai cavalli, un’iniziativa presentata ufficialmente al FEI Endurance Forum 2026, in corso di svolgimento a Perugia.
Questo segna un’evoluzione significativa rispetto ai tradizionali controlli limitati alle competizioni, estendendo il monitoraggio alla vita quotidiana dell’atleta equino e riflettendo una crescente consapevolezza della necessità di tutelare il benessere animale.
L’avvio di questa innovativa politica è particolarmente significativo poiché l’Italia si posiziona come pioniere in questo ambito.
Il riconoscimento del cavallo come atleta, una decisione lungimirante e un punto di svolta nella storia delle discipline equestri, dimostra un impegno concreto verso la responsabilità e il rispetto per l’animale.
L’elezione dell’Italia come sede del FEI Endurance Forum, un evento di primaria importanza nel mondo dell’endurance, sottolinea ulteriormente il ruolo guida che il nostro paese sta assumendo nel plasmare il futuro di questa disciplina.
Il FEI Endurance Forum rappresenta il fulcro del dialogo internazionale, un punto d’incontro cruciale per Federazioni, veterinari, ufficiali di gara, organizzatori, atleti e tutti gli attori coinvolti.
Dopo un’assenza di nove anni, il ritorno del Forum a riunire la comunità globale dell’endurance evidenzia il rinnovato interesse verso una governance più etica e sostenibile.
La scelta dell’Italia come nazione ospitante, come sottolineato da Gianluca Laliscia, CEO di Sistemaeventi.it, costituisce un riconoscimento tangibile del settore.
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Il successo dell’Italia, che di recente ha ospitato i Campionati Europei di Endurance e che aspira ad accogliere i Campionati del Mondo del 2028, testimonia la crescente credibilità del nostro paese come centro di eccellenza per lo sviluppo dell’endurance, un impegno guidato da una passione profonda e da un senso di responsabilità verso gli animali e la salvaguardia del loro benessere.
Questo cambiamento strategico non è solo un’innovazione tecnica, ma una profonda trasformazione culturale che segna un nuovo capitolo nella storia dello sport equestre, ponendo al centro il rispetto e la protezione dell’atleta a quattro zampe.
L’iniziativa sottolinea il passaggio da una visione puramente competitiva a un modello che integra la performance atletica con la tutela integrale della salute e del benessere dell’animale, un principio fondamentale per la sostenibilità futura della disciplina.








