La recente firma di due accordi programmatici tra Fincantieri e le rappresentanze sindacali, affiancata dalla collaborazione avviata con la Guardia di Finanza per la salvaguardia della legalità all’interno del gruppo, segna un punto di svolta potenzialmente significativo nella complessa dinamica che lega l’azienda al territorio e alle sue istituzioni.
Questo clima di rinnovato impegno al dialogo, auspicabilmente, apre la strada a un costruttivo e profondo ripensamento delle relazioni interistituzionali, un processo cruciale per il futuro non solo di Fincantieri, ma dell’intera filiera della cantieristica italiana.
Anna Maria Cisint, europarlamentare e figura storica per Monfalcone, sottolinea come questi accordi rappresentino una base solida per una nuova stagione di collaborazione, invitando il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a svolgere un ruolo attivo nel favorire un’interlocuzione trasparente e lungimirante.
L’esperienza pregressa del Presidente Fedriga, che già in passato ha agito da mediatore tra Fincantieri e l’amministrazione comunale, a seguito di un’iniziativa promossa dal Ministro dell’Interno, Salvini, testimonia la sua disponibilità ad affrontare questioni delicate con un approccio costruttivo.
Tuttavia, la richiesta di Cisint va oltre la semplice mediazione.
L’amministrazione comunale, e più ampiamente il territorio, aspirano a un coinvolgimento sostanziale dell’azienda nelle decisioni strategiche.
Non si tratta di un mero confronto formale, bensì di una partecipazione attiva che permetta al tessuto economico e sociale locale di contribuire alla risoluzione di problematiche strutturali ormai evidenti e radicate.
Questo significa integrare le prospettive e le competenze del territorio nelle scelte aziendali, creando un ecosistema industriale più resiliente e sostenibile.
L’impegno di Cisint e dell’amministrazione locale si concretizza nella presentazione di un pacchetto di proposte mirate, frutto di un’analisi approfondita delle criticità e volte a promuovere un cambiamento positivo.
Tra queste, è presumibile che figurino iniziative volte a limitare il ricorso al subappalto, garantendo una maggiore tutela del lavoro e promuovendo la crescita delle competenze locali, nonché misure concrete per prevenire fenomeni di illegalità e corruzione.
La sfida che si pone ora è trasformare questo momento di apertura al dialogo in un impegno duraturo e vincolante, che porti a risultati concreti e tangibili per il territorio.
Il futuro della cantieristica italiana, con Fincantieri in posizione di leadership, dipende in larga misura dalla capacità di costruire un modello di sviluppo che concili la crescita economica con la responsabilità sociale e la tutela dell’ambiente.






