Il Dall’Ara si tinge di viola, sigillando un momento cruciale per la Fiorentina.
Al di là del punteggio, una vittoria preziosa che si materializza come un segnale, un sussulto di speranza in un periodo di profonda commozione.
Il risultato, l’aggancio al Lecce in zona salvezza, è la conseguenza di una prova corale, un’iniezione di fiducia che trascende i numeri e le statistiche.
La squadra di Paolo Vanoli, galvanizzata da una ritrovata compattezza, ha espresso un calcio pragmatico, efficiente, capace di sfruttare le debolezze dell’avversario.
Le reti di Mandragora e Piccoli non sono semplici gol, ma simboli di un collettivo che ritrova il suo valore, una risposta tangibile alla perdita del suo instancabile patron, Rocco Commisso.
La scomparsa di Commisso ha lasciato un vuoto incolmabile, un’onda di tristezza che ha investito l’intero ambiente viola.
Tuttavia, la squadra ha saputo incanalare il dolore in energia, trasformando il lutto in una forza motrice.
Questa vittoria non è solo un punto in classifica, ma un tributo sentito, un modo per onorare la sua visione, il suo amore incondizionato per i colori viola.
Il cambio di passo è evidente, un’evoluzione tattica e mentale che testimonia la capacità di adattamento del gruppo e l’abilità di Vanoli nel guidare una squadra in circostanze difficilissime.
Non si tratta di una soluzione miracolosa, ma di un processo graduale, un percorso di risalita che richiede impegno, resilienza e una fede incrollabile nei propri mezzi.
L’azione di Mandragora, l’esultanza di Piccoli, sono immagini che rimarranno impresse nella memoria dei tifosi, simboli di una rinascita, di una ritrovata determinazione.
La salvezza non è ancora garantita, il cammino è ancora lungo e disseminato di ostacoli, ma questa vittoria al Dall’Ara rappresenta un passo fondamentale, un momento di svolta che infonde speranza e fiducia in un futuro migliore per la Fiorentina.
Il tributo a Commisso è completo, l’impegno continua.







