Il 2 luglio 2025 ha segnato la tragica conclusione di una spirale di manipolazione, frode e presunta omicidio, con la scoperta del corpo senza vita di Franka Ludwig, un’escursionista tedesca di 52 anni, in un sentiero nei pressi di Castagno d’Andrea, Firenze.
L’omicidio, inizialmente tentato di essere mascherato come incidente, si rivela ora, dalle indagini della Procura, come l’apice di un complesso schema volto a sfruttare le polizze sulla vita della vittima, per un valore di circa tre milioni di euro.
Al centro di questa vicenda intricata, emerge la figura di Emiliano Milza, compagno di Franka, il quale, dopo l’autopsia che ha definitivamente escluso la versione dell’incidente, avrebbe progettato un piano macabro per eliminare la sua complice, Simona Hirsch, coinvolta nell’esecuzione del delitto.
Il fermo di Milza e Hirsch, disposto il 13 gennaio, ha portato oggi ad un interrogatorio di garanzia di lunga durata, durante il quale sono emersi dettagli sconcertanti sulla dinamica degli eventi e sulla pericolosa capacità manipolatoria di Milza.
L’episodio più inquietante riguarda la proposta, da parte di Milza, alla madre ottantenne, di eliminare Hirsch.
Motivata dalla paura di perdere il figlio neonato e dalla volontà di evitare la detenzione, Milza, ignaro di essere sotto intercettazione, ha tentato di scaricare la responsabilità sulla complice.
Questa rivelazione, unita alla pregressa richiesta di somministrare un sedativo alla madre per impedirle di denunciare sospetti omicidi, evidenzia la strategia di Milza di spostare le colpe e di mantenere il controllo della situazione.
Le indagini, tuttavia, non si limitano all’omicidio di Franka Ludwig.
Una nuova area di interesse riguarda il decesso, avvenuto nel dicembre 2024, della badante peruviana, quarantenne, assistente della madre di Milza.
La donna, affetta da piastrinosi e con l’indicazione di un intervento di isterectomia, sarebbe stata persuasa da Milza a stipulare una polizza sulla vita, con la promessa di riscuotere l’indennizzo e di provvedere al sostentamento dei suoi figli.
Al momento sono in corso accertamenti per chiarire le circostanze di questa morte improvvisa.
Durante l’interrogatorio, difeso dall’avvocato Vittorio Sgromo, Milza ha respinto con forza le accuse, mentre Simona Hirsch, ascoltata per quasi due ore, è stata interrogata in merito al suo presunto ruolo materiale nell’omicidio.
Entro domani, il giudice dovrà decidere se convalidare il fermo e disporre la custodia cautelare, come richiesto dalla Procura, data la presunta fuga pianificata da Milza verso Capo Verde, insieme alla madre e al figlio, e da Simona Hirsch verso la Spagna.
Le accuse nei confronti di Milza si estendono ben oltre l’omicidio, comprendendo anche maltrattamenti in famiglia, truffa e frode assicurativa.
Emergono dettagli disturbanti sul suo comportamento nei confronti del figlio, che avrebbe picchiato o sedato con sonniferi quando piangeva o urlava.
Il bambino sarebbe stato anche lasciato solo a casa o in auto per lunghi periodi, privo di assistenza.
L’intera vicenda getta una luce inquietante su un sistema di relazioni manipolative e criminali, dove la sete di denaro ha portato alla violenza e alla distruzione di vite umane.








