Nata dalle profondità di un dolore immenso, la Fondazione Vecchioni si erge come un faro di speranza e un impegno tangibile nella lotta contro lo stigma della malattia mentale, un male silenzioso che affligge milioni di persone e famiglie in Italia e nel mondo.
L’iniziativa, fortemente voluta dal cantautore Roberto Vecchioni, dalla moglie Daria Colombo e dalla loro famiglia, scaturisce dalla tragica perdita del figlio Arrigo, vittima del suicidio, una conseguenza devastante di una battaglia quindicennale contro un disturbo mentale.
La testimonianza di Roberto Vecchioni, durante la presentazione a Palazzo Marino, ha offerto uno sguardo commovente sulla sofferenza vissuta, definendo il figlio come “unico” e sottolineando l’urgenza di un cambiamento culturale profondo.
Daria Colombo, presidente della fondazione, ha espresso il desiderio di trasformare il lutto in un’azione collettiva, un catalizzatore per affrontare le barriere e le carenze che troppo spesso ostacolano l’accesso a cure adeguate e a un supporto adeguato.
La vergogna, un peso insopportabile che contribuisce ad alimentare il silenzio e l’isolamento, è stata esplicitamente citata come un fattore di rischio significativo.
I dati presentati – un adolescente su sette convive con una malattia mentale, la seconda causa di morte tra i giovani, l’incremento allarmante degli intenti suicidiari e dei disturbi neuropsichiatrici post-Covid – dipingono un quadro preoccupante, che impone un’azione immediata e coordinata.
La Fondazione Vecchioni si propone di erodere lo stigma attraverso una molteplicità di iniziative: campagne di sensibilizzazione mirate, incontri formativi nelle scuole per promuovere la comprensione e l’empatia, e progetti innovativi per favorire l’inclusione sociale.
Il concertone in Piazza Duomo, in collaborazione con il Comune di Milano e Radio Italia, rappresenta un’occasione significativa per affrontare il tema della malattia mentale in un contesto ampio e coinvolgente.
Un elemento cruciale della strategia della fondazione è la creazione di una rete di supporto, un ecosistema di collaborazione tra diverse realtà impegnate nel campo della salute mentale.
L’adesione di organizzazioni come Telefono Amico, Progetto Itaca e Intesa Sanpaolo testimonia l’interesse diffuso e la necessità di unire le forze.
Francesca Vecchioni, presidente di fondazione Diversity, sottolinea l’importanza di ampliare questa rete e di creare sinergie per massimizzare l’impatto delle azioni intraprese.
Il sindaco Giuseppe Sala ha esortato tutti a sostenere l’iniziativa, invitando a un impegno condiviso e a una profonda riflessione sulla necessità di creare una società più inclusiva e attenta alle fragilità umane.
La Fondazione Vecchioni non è solo un’organizzazione di beneficenza, ma un motore di cambiamento culturale, un invito a rompere il silenzio e a costruire un futuro in cui la malattia mentale non sia più motivo di vergogna, ma un’opportunità per la comprensione, l’empatia e il sostegno reciproco.





