Frode nel pellet: società denunciata per inganno commerciale.

L’inganno commerciale, celato dietro la facciata di un’attività apparentemente onesta, ha portato alla denuncia di una società da parte della Guardia di Finanza.
L’indagine, condotta dal Gruppo di Ravenna, ha svelato una sofisticata operazione di frode nel settore della rivendita di biomasse legnose, in particolare pellet, importate attraverso il porto ravennate e destinate al mercato nazionale.
L’attenzione dei finanzieri si è concentrata su una notevole quantità di pellet sfuso, proveniente dal Brasile, identificato come pino, ma commercializzato fraudulentamente come legno di abete.
Una parte significativa del materiale, seppur ancora in fase di stoccaggio presso i magazzini aziendali, era destinata all’imballaggio in confezioni standardizzate da 15 chilogrammi, per essere poi distribuita a operatori commerciali.

La discrepanza è stata individuata attraverso un’accurata analisi comparativa tra i documenti relativi all’importazione e le informazioni contenute nelle fatture.
L’indagine ha rivelato che circa 240 tonnellate di pellet di pino, corrispondenti a 16.000 confezioni, erano state vendute con l’etichetta fuorviante del legno di abete, un prodotto con un valore di mercato significativamente superiore.

La frode si configura come una violazione delle normative sulla trasparenza commerciale e sulla corretta informazione al consumatore.

L’abete, apprezzato per le sue caratteristiche specifiche in termini di combustione e resa energetica, è infatti un tipo di legno con caratteristiche diverse dal pino.

La dichiarazione fraudolenta, oltre a danneggiare i consumatori, altera la concorrenza leale nel settore del riscaldamento a biomassa, penalizzando le aziende oneste che operano nel rispetto delle regole.

L’aspetto particolarmente rilevante dell’indagine risiede anche nel fatto che il Brasile, paese d’origine del prodotto, è noto per le sue piantagioni prevalentemente dedicate al pino, escludendo la possibilità di coltivazione di abete in quelle regioni.
Questa incongruenza ha ulteriormente rafforzato i sospetti di frode e ha permesso alla Guardia di Finanza di ricostruire l’intera filiera commerciale illegale.
Le conseguenze legali per la società denunciata potrebbero essere significative, includendo sanzioni pecuniarie, procedimenti penali e il sequestro della merce contraffatta.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap