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Furti in Val Musone e Vallesina: arrestati tre albanesi

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Nel cuore della notte, un’operazione mirata dei Carabinieri della Compagnia di Osimo ha portato all’arresto in flagranza di tre cittadini albanesi, privi di residenza nella provincia di Ancona e precedentemente noti alle autorità per reati analoghi.
L’arresto conclude un’indagine serrata, innescata da una preoccupante escalation di furti in abitazioni che aveva colpito in particolare le aree della Val Musone e della Vallesina.
L’intensificazione del fenomeno criminale, caratterizzato da una crescente audacia e sofisticazione, ha spinto i Carabinieri a sviluppare un’analisi approfondita delle dinamiche in atto.
Lungi da un approccio reattivo, l’azione è stata preceduta da un’attività di intelligence e condivisione di informazioni, estesa a tutte le compagnie dell’Arma nella provincia.
Questa sinergia ha permesso di identificare i tre sospetti, individui estranei al tessuto sociale locale, e di instaurare un monitoraggio discreto, finalizzato a ricostruirne gli spostamenti e le abitudini.

Le loro azioni, manifestatesi attraverso l’utilizzo di un’autovettura a noleggio, hanno destato immediatamente l’attenzione delle forze dell’ordine.

L’itinerario, apparentemente casuale, ha abbracciato diverse località – Castelbellino, Cupramontana e Chiaravalle – per poi concludersi a Castelfidardo, dove i tre alloggiavano in una struttura ricettiva da diversi giorni.

Questa strategia, volta a dissimulare le reali intenzioni, non è sfuggita all’acume investigativo dei militari.

L’operazione di arresto, condotta con precisione e coordinazione, ha visto il coinvolgimento del Nucleo Operativo e di Pattuglia (Norm) di Osimo, della Stazione di Castelfidardo e di una squadra di intervento operativo (Sio) del 4° Battaglione Carabinieri di Mestre, impiegata in attività di prevenzione dei reati predatori.

Il blocco è avvenuto nel momento in cui i sospetti tentavano di accedere al loro rifugio, frustrando ogni tentativo di fuga.

Una meticolosa perquisizione domiciliare e veicolare ha permesso di rinvenire un ingente bottino di circa cento oggetti preziosi, tra cui ventitré orologi di pregio, borse di marca, seicento euro in contanti, strumenti per l’effrazione e torce elettriche.

L’analisi della refurtiva ha rivelato una connessione diretta con i furti perpetrati nelle località precedentemente visitate.

I proprietari delle abitazioni danneggiate hanno immediatamente riconosciuto i loro beni, confermando il coinvolgimento dei fermati.
Un elemento cruciale è stato scoperto all’interno dell’autovettura: due set di targhe clonate, riconducibili a veicoli identici, un meccanismo volto a eludere i sistemi di rilevamento automatico e a garantire una maggiore libertà di movimento.
I tre individui sono stati arrestati in flagranza di reato e sottoposti alla misura cautelare della custodia in carcere, in attesa dell’udienza di convalida.
Le indagini sono in corso per accertare la piena estensione della loro attività criminale, con particolare attenzione a un furto avvenuto il 14 dicembre scorso a Loreto, dove è stata già identificata refurtiva riconducibile al medesimo modus operandi.
L’operazione testimonia l’efficacia di un approccio investigativo basato sull’analisi strategica, la condivisione di informazioni e la collaborazione tra diverse articolazioni delle forze dell’ordine, elementi imprescindibili per contrastare la criminalità predatoria e garantire la sicurezza dei cittadini.

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