Il Friuli Venezia Giulia traccia un percorso di progresso significativo nella riduzione del divario di genere nel mercato del lavoro, registrando una diminuzione al 9,8%, un dato storico per la regione.
L’annuncio, formulato dall’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, durante la presentazione del progetto transfrontaliero FemECoPLUS, tra la FVG e la Carinzia, evidenzia l’efficacia di politiche mirate a promuovere l’occupazione femminile e giovanile, la stabilità contrattuale, l’accesso a servizi di supporto e la conciliazione tra vita professionale e privata.
L’analisi comparativa, basata su dati Istat ed Eurostat, rivela che il tasso di occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia si attesta al 64,6%, mentre quello maschile raggiunge il 74,4%.
Sebbene questo dato posizioni la regione al di sopra della media nazionale (53,3%), rimane inferiore agli standard europei, con un gender gap del 9,1% nell’Unione Europea a 27 Paesi e dell’8,8% nell’area Euro (20 Paesi).
Questo divario, seppur in diminuzione, riflette ancora persistenti disuguaglianze strutturali che richiedono interventi mirati.
Nonostante una recente lieve contrazione di circa 2.000 occupati rispetto al 2024, si osserva una tendenza positiva con la crescita dei contratti a tempo indeterminato sia per i giovani che per le donne, unitamente a una diminuzione del part-time involontario.
Questo segnale di riequilibrio sottolinea l’importanza di incentivare forme contrattuali più stabili e dignitose, in grado di garantire una maggiore sicurezza economica e professionale.
Il confronto con l’Austria, in particolare con la Carinzia, offre spunti di riflessione interessanti.
Il tasso di occupazione femminile in Carinzia (70,1%) è significativamente più alto rispetto a quello del Friuli Venezia Giulia, con una differenza di circa 7 punti percentuali.
Inoltre, le imprese femminili costituiscono quasi il 40% del totale in Carinzia, una quota notevolmente superiore a quella riscontrata nel Nord Italia, indicando un ambiente economico più favorevole all’imprenditoria femminile.
Nel complesso, l’Austria vanta un tasso di occupazione femminile del 70,7%, un dato di riferimento per la regione.
Tuttavia, la sfida demografica incombe su entrambi i territori.
La Carinzia, come il Friuli Venezia Giulia, si trova ad affrontare un progressivo declino della popolazione attiva, con proiezioni di perdita di oltre 64.000 lavoratori potenziali nei prossimi 15 anni per la Carinzia e 150.000 per il Friuli Venezia Giulia.
In questo contesto, la partecipazione femminile al mercato del lavoro non si configura semplicemente come una questione di equità, ma come un elemento cruciale per la sostenibilità economica e sociale dei territori, specialmente nelle aree di confine e montane, dove il ricambio generazionale è particolarmente critico.
Promuovere l’occupazione femminile rappresenta una leva strategica per contrastare lo spopolamento, stimolare la crescita economica e garantire il benessere delle comunità locali, in un’ottica di sviluppo territoriale equilibrato e inclusivo.
Il progetto FemECoPLUS, in questo senso, si propone come uno strumento di cooperazione transfrontaliera per affrontare le sfide comuni e costruire un futuro più prospero e paritario per le generazioni a venire.








