La notizia del rilascio di Luigi Gasperin, l’imprenditore tortonese di 77 anni detenuto in Venezuela, ha suscitato un’ondata di sollievo e speranza, ma non ha innescato un immediato ritorno a casa.
La figlia, Claudia Gasperin, dipingendo un ritratto di un padre legato ai propri doveri e alla propria responsabilità, ha chiarito le ragioni di questa scelta, rivelando un uomo profondamente ancorato ai valori di impegno e dedizione.
Lungi dall’essere un mero gesto di liberazione personale, il ritorno a casa è temporaneamente sospeso, vincolato alla necessità di adempiere a impegni pregressi.
L’imprenditore, secondo quanto riferito dalla figlia, ha espresso il desiderio di rimanere nel Paese sudamericano, motivando la decisione con la consapevolezza di avere ancora degli obblighi economici e umani da onorare.
La priorità, a quanto pare, è quella di garantire la continuità lavorativa dei dipendenti dell’azienda, assicurando loro la regolarità degli stipendi e risolvendo questioni pendenti.
Questa scelta, lungi dall’essere una rinuncia alla famiglia, si configura come un atto di lealtà verso coloro che hanno fatto parte del suo percorso professionale in Venezuela.
Dimostra una visione etica che trascende il mero interesse personale, manifestando una profonda sensibilità verso il benessere della comunità che lo circonda.
La telefonata tra padre e figlia, immediatamente successiva al rilascio, ha rivelato un uomo “molto sollevato” ma anche “un po’ debilitato” dall’esperienza carceraria.
La felicità per la liberazione si mescola a una certa stanchezza, ma anche a una determinazione incrollabile nel portare a termine ciò che si è prefissato.
La presenza dell’ambasciatore durante la telefonata suggerisce un supporto diplomatico che ha contribuito a facilitare il rilascio e a gestire le successive implicazioni.
La decisione di restare, pur comprendendo la naturale attesa della famiglia, testimonia un profondo senso del dovere e una visione del mondo che pone la responsabilità verso gli altri al centro delle proprie azioni.
La figlia, pur condividendo la comprensibile volontà di riaverlo a casa, rispetta e supporta pienamente la scelta del padre, riconoscendo la sua coraggiosa dedizione.
L’attesa, dunque, si protrae, intessuta di speranza e consapevolezza che il ritorno a casa avverrà solo quando il padre sarà in grado di lasciare il Venezuela con la coscienza pulita, avendo adempiuto a tutti i suoi impegni.








