Genova, memoria delle alluvioni: un omaggio alle vittime

Genova si è fermata oggi, in un’amara e solenne commemorazione, per onorare la memoria delle vittime delle devastanti alluvioni che hanno colpito la città nel 2011 e 2014.
Due eventi catastrofici che hanno inciso profondamente nel tessuto urbano e nell’anima della comunità genovese, lasciando ferite ancora aperte e un retaggio di dolore e interrogativi.
La prima fase della commemorazione, intrisa di emozione e rispetto, si è svolta nel quartiere di Marassi, di fronte alla targa commemorativa eretta in ricordo delle sei vittime dell’alluvione del 4 novembre 2011.
Questo luogo, divenuto un punto di riferimento per la memoria collettiva, ha visto il Comune di Genova, il Municipio III Bassa Val Bisagno, e i familiari delle vittime riunirsi per un gesto simbolico: la deposizione di corone di fiori e composizioni floreali.
Un omaggio sentito a Shpresa Djala, la cui giovane vita si è spezzata insieme a quella delle sue figlie, Janissa e Gioia, simbolo di una fragilità portata via improvvisamente.

E ancora, Angela Chiaramonte, Serena Costa ed Evelina Marina Pietranera, ognuna con la propria storia, i propri sogni, interrotti in un istante dalla furia dell’acqua.

Accanto ai rappresentanti del Comitato dei Parenti, un corteo di autorità ha partecipato alla cerimonia: la sindaca Silvia Salis, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, il consigliere regionale Alessio Piana, il presidente del Municipio III Fabrizio Ivaldi, il console onorario d’Albania Giuseppe Durazzo, e una rappresentanza delle istituzioni civili e militari.

La sindaca Salis, con parole dense di significato, ha sottolineato come la città non ricordi solo nomi, ma volti e storie, vite spezzate in circostanze tragiche, ricordando l’imperativo di completare le opere di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, come lo scolmatore del Bisagno e gli interventi sui rii Noce e Rovare.

Questi non sono solo progetti infrastrutturali, ma un impegno morale nei confronti delle vittime e delle loro famiglie, un tentativo di trasformare il dolore in azione concreta.
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha richiamato la gravità dell’alluvione del 2011, definendola la più drammatica del secolo e un evento che ha segnato per sempre la città.
La tragedia ha rappresentato un punto di svolta, innescando un processo di messa in sicurezza di Genova, con interventi mirati a ridurre la vulnerabilità del territorio.

Come ha sottolineato Balleari, la memoria delle vittime è un monito costante a non abbassare la guardia e a investire in prevenzione.

La commemorazione si è poi spostata nel quartiere di Borgo Incrociati, dove è stata deposta un’ulteriore corona in ricordo di Antonio Campanella, vittima dell’alluvione del 2014.

Un gesto di partecipazione al lutto di una comunità ancora scossa da quel giorno fatidico.

Le alluvioni del 2011 e del 2014 non sono solo eventi meteorologici estremi, ma anche la manifestazione di una fragilità strutturale, di una carenza di infrastrutture adeguate e di una gestione del territorio che ha troppo a lungo sottovalutato i rischi.
Oggi, la città di Genova si ferma per ricordare, ma anche per riflettere e rinnovare il proprio impegno verso un futuro più sicuro e resiliente, un futuro in cui la memoria delle vittime sia una guida per l’azione.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap