Gibellina: Capitale dell’Arte, Memoria e Rinascita.

Gibellina, la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, si erge come un palcoscenico di memoria e resilienza, un luogo dove il passato traumatico si fonde con una visione profetica del futuro.
Il titolo programmatico, “Portami il futuro”, incarna l’essenza di questa identità complessa e in continua evoluzione, ufficializzata con un evento al Ministero della Cultura e inaugurata il 15 gennaio, data che commemora il devastante terremoto del 1968 che sconvolse la valle del Belìce.
La scelta di questa data non è casuale: è un atto di riappropriazione, un gesto di fiducia nella capacità dell’arte di trascendere il dolore e catalizzare la rinascita.
Gibellina, un tempo borgo vibrante, fu cancellata dalla terra, lasciando dietro di sé solo macerie.
Da queste, però, emerse un progetto ambizioso e pionieristico, guidato da Ludovico Corrao, che trasformò il dolore in opportunità, concependola come un laboratorio di rigenerazione culturale e artistica.

Il Cretto di Burri, un’imponente opera di land art che si estende sul sito dell’antica Gibellina, ne è la testimonianza più tangibile.
Non è semplicemente un’opera d’arte, ma un monumento alla memoria, un paesaggio ferito che racconta una storia di distruzione e speranza.
La sua vastità e complessità dialogano costantemente con il territorio circostante, evocando il paese scomparso e offrendo al contempo una prospettiva inedita sul futuro.
Il programma artistico per la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea è un caleidoscopio di linguaggi e sensibilità.
Videoinstallazioni immersive di Masbedo e Adrian Paci animeranno gli spazi scultorei del Teatro di Pietro Consagra, mentre un dialogo serrato tra le opere di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo offrirà spunti di riflessione sulla condizione umana e la sua relazione con il tempo e lo spazio.

Una mostra di ampia portata dedicata al Mediterraneo, crocevia di culture e civiltà, amplierà ulteriormente l’orizzonte tematico, affiancata da un focus curato dalla collezione Galvagno, che celebrerà il contributo di artisti siciliani di spicco.

Le residenze artistiche, incentrate sul binomio “costruire arte, costruire comunità”, vedranno la partecipazione di un gruppo eterogeneo di artisti – Lucia Veronesi, Flavio Favelli, Sisley Xhafa, Giorgio Andreotta Calò, Pietro Fortuna, Jonida Xherri, Khaled Ben Slimane, Sonia Besada, Lucio La Pietra e Igor Grubic – impegnati nella creazione di opere che riflettano e rafforzino il legame con il territorio e le sue comunità.

Il programma si arricchisce con un fitto calendario di teatro, performance artistiche, cinema e musica, con la partecipazione di figure di primo piano come Regina José Galindo, Roberto Andò, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò, e con l’integrazione di interventi dal collettivo Shaken Grounds e dalle rassegne del Festival delle Orestiadi e Bam – Biennale Arcipelago Mediterraneo.
Gibellina si configura, dunque, non solo come luogo di produzione artistica, ma anche come piattaforma di scambio culturale e di dialogo interculturale, un faro che proietta lo sguardo verso un futuro intriso di memoria e speranza.

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