L’innovazione tecnologica si proietta a diventare un alleato cruciale nella lotta contro il tumore ovarico, con l’avvio sperimentale della piattaforma OvAi, sviluppata da SynDiag, in Friuli Venezia Giulia.
Questa iniziativa ambiziosa, sostenuta dalla Regione e coordinata da Insiel, introduce un approccio rivoluzionario nella diagnosi precoce, mirando a ridurre significativamente il numero di diagnosi tardive, un fattore critico che incide profondamente sulla prognosi e sulla qualità della vita delle pazienti.
La piattaforma OvAi integra algoritmi avanzati di intelligenza artificiale progettati per analizzare immagini ecografiche ginecologiche.
Questo processo di analisi automatica non sostituisce l’esperienza del medico, ma la potenzia, identificando pattern e anomalie che potrebbero sfuggire anche all’occhio esperto, specialmente nelle fasi iniziali della malattia quando i sintomi possono essere aspecifici o assenti.
L’obiettivo primario non è solo l’individuazione di lesioni sospette, ma anche la stratificazione del rischio individuale, consentendo di indirizzare le pazienti più a rischio verso ulteriori accertamenti diagnostici in modo più mirato ed efficiente.
L’implementazione di OvAi rappresenta un punto di svolta per il sistema sanitario regionale, configurandosi come la prima piattaforma di intelligenza artificiale di queste dimensioni ad essere introdotta a livello regionale.
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, sottolinea come questo progetto, con il contributo dei centri di eccellenza del Friuli Venezia Giulia, possa evolvere in un modello replicabile a livello nazionale, segnando un passo avanti significativo nella prevenzione oncologica.
La sperimentazione, attualmente in fase di onboarding con dati simulati per familiarizzare il personale medico con la piattaforma, prevede una successiva fase di validazione clinica su dati reali, nel rigoroso rispetto della privacy e delle normative vigenti in materia di dati sanitari.
Questo secondo step cruciale permetterà di validare l’efficacia clinica della piattaforma in un contesto reale, misurandone l’impatto sulla precisione diagnostica e sull’accuratezza nella stratificazione del rischio.
L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di creazione di una rete regionale integrata di prevenzione oncologica.
Questa rete non si limita alla diagnosi, ma estende il supporto alla paziente attraverso un secondo consulto esperto, potenzialmente accessibile anche in modalità telemedica.
Questo approccio mira a garantire equità nell’accesso alle cure, abbattendo le barriere geografiche e socioeconomiche, e a ottimizzare la tempestività diagnostica, elemento determinante per migliorare gli esiti terapeutici e la sopravvivenza.
L’adozione di OvAi, dunque, si proietta come un investimento nel futuro della sanità friulana, un futuro in cui la tecnologia e l’esperienza umana collaborano per offrire alle donne un’assistenza oncologica più efficace, personalizzata e accessibile.






