La recente designazione di Beatrice Venezi a direzione musicale del Teatro La Fenice ha generato un’onda di dissenso che il sovrintendente Nicola Colabianchi si è detto pronto ad affrontare con un approccio costruttivo, come emerso durante la conferenza stampa di presentazione dei concerti di Capodanno 2025-2026.
L’attenzione dei giornalisti si è focalizzata inevitabilmente sulle proteste annunciate da parte del coro e dell’orchestra, che intendono manifestare il proprio dissenso durante il concerto del primo gennaio attraverso l’utilizzo di una spilla simbolica.
Colabianchi ha espresso una posizione di apertura e comprensione, riconoscendo la legittimità di forme di espressione pacifica e misurate, sottolineando che l’amministrazione non intende ostacolare tale diritto.
Questa presa di posizione suggerisce un tentativo di dialogo e una volontà di ascoltare le preoccupazioni dei musicisti, piuttosto che reprimere le voci dissenzienti.
Il sovrintendente ha inoltre riconosciuto l’esistenza di dinamiche complesse e di tensioni dialettiche, intrinseche alla vita culturale di qualsiasi istituzione teatrale.
Tuttavia, ha ribadito con forza che La Fenice possiede una resilienza e una solidità superiori a qualsiasi conflitto contingente, esaltando il suo ruolo di pilastro culturale e artistico.
La Fenice, secondo Colabianchi, incarna una tradizione secolare e un patrimonio inestimabile che trascendono le dinamiche interne e le polemiche.
La sfida, ora, risiede nella capacità di trasformare le divergenze in opportunità di crescita e innovazione.
L’istituzione teatrale, come organismo vivente, si nutre di dialogo e di confronto, e la presenza di voci dissonanti può stimolare una riflessione profonda sui modelli di governance e sulle prospettive future.
Colabianchi ha implicitamente invitato a superare la logica del conflitto, proponendo un percorso di ricerca di punti di incontro che consentano di preservare l’eredità storica del teatro e di proiettarlo verso il futuro con rinnovato slancio creativo.
La Fenice, in definitiva, deve rappresentare un luogo di incontro tra passato, presente e futuro, dove la passione per la musica e l’impegno culturale possano convergere in un’armonia duratura.






