lunedì 19 Gennaio 2026

La Spezia, Frosinone: aggressioni a scuola, Valditara chiama al cambiamento.

L’episodio drammatico avvenuto a La Spezia, dove un giovane studente è stato vittima di aggressione con arma da taglio, ha scosso profondamente il tessuto sociale e riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole.

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, in un’intervista rilasciata a Retequattro, ha espresso la necessità di interventi mirati, inizialmente focalizzandosi sull’implementazione, in contesti scolastici ad alto rischio e previa intesa con le autorità prefettizie, di sistemi di rilevamento metallico.

Tuttavia, l’approccio del Ministro non si limita a misure di sicurezza fisica.

Nel solco di un più ampio “Decreto Sicurezza” in fase di approvazione governativa, l’intento è quello di introdurre una legislazione che contrasti attivamente la violenza, proteggendo i cittadini e riaffermando i principi fondamentali di convivenza civile.

La critica sollevata da alcune forze politiche, che contestano l’effettiva utilità di tali provvedimenti e ne ravvisano una strumentalizzazione politica, viene respinta con fermezza, invitando a superare pregiudizi ideologici radicati nel tempo.

L’abitudine a demonizzare il divieto e a marginalizzare il concetto di dovere, a favore di una cultura incentrata esclusivamente sui diritti, è considerata una delle cause profonde della situazione attuale.
Il problema, tuttavia, non si circoscrive al caso di La Spezia.

Un altro episodio analogo, verificatosi in provincia di Frosinone, evidenzia una tendenza preoccupante alla crescita della violenza minorile.
Il Ministro Valditara sottolinea l’urgenza di agire su più fronti, partendo dall’impedire categoricamente l’accesso dei giovani agli strumenti di aggressione.
Altrettanto cruciale è un rinnovato impegno verso la promozione della responsabilità, della maturità e dello sviluppo di competenze che consentano ai giovani di affrontare le difficoltà in modo costruttivo.

Un’istituzione scolastica che ripristini il senso dell’autorità, non intesa come dominio arbitrario, ma come guida responsabile e garante del rispetto reciproco, è ritenuta essenziale.
L’erosione di questo valore, unitamente ad altri principi fondamentali, ha contribuito a creare un clima di insicurezza e di sradicamento.
Il Ministro mette in guardia: la mera repressione fisica, pur necessaria, non è sufficiente.

Se non si attuerà una vera e propria rivoluzione culturale, il rischio è che la violenza, anche se temporaneamente contenuta all’interno delle scuole, si ripresenti in altre forme e in altri contesti, amplificando il danno sociale.

In definitiva, si tratta di un appello a riscoprire un equilibrio tra diritti e doveri, tra libertà individuale e responsabilità collettiva, per costruire una società più giusta e sicura per le nuove generazioni.

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