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L’Eco di Francesco: Musica e Speranza da Opera

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L’eco di una benedizione papale, quella impartita da Francesco il 4 febbraio 2022, si fonde con il rumore assordante di un’emergenza silenziosa: cento imbarcazioni di migranti, traghetti di speranza interrotte, reclusi nel carcere di Opera.

Da quell’immagine, un seme di audace umanità è germogliato: l’Orchestra del Mare, un progetto che trascende la mera esecuzione musicale per abbracciare una visione di redenzione e riscatto sociale.

Come sottolinea Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, questo non è un’iniziativa qualunque, ma un’opera intrisa del “tocco spirituale” di Papa Francesco, un invito a trasformare il dolore e la disperazione in armonia e bellezza.

L’Orchestra del Mare è l’apice di un percorso pluriennale, iniziato nel 2012 con la nascita del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria all’interno della Casa di Reclusione di Milano-Opera.
Da quel luogo di contenzione è emerso, nel 2021, il primo violino forgiato con il legno di una barca di migranti, un simbolo potente di una seconda possibilità.

Oggi, il Maestro Riccardo Muti, con la sua Orchestra Cherubini, accoglierà quindici violini, cinque viole, cinque violoncelli, un contrabbasso e un clavicembalo, tutti plasmati da quella stessa materia prima, il legno proveniente da imbarcazioni che hanno portato sogni infranti sulle coste italiane.
L’evento rappresenta un punto di svolta anche per l’infrastruttura carceraria: grazie alla generosità di aziende e alla visione della Fondazione, il teatro del carcere di Opera è stato radicalmente ristrutturato, dotandolo di un impianto di riscaldamento e raffreddamento, un lusso che fino a poco tempo fa sembrava impensabile.

Mosca Mondadori sottolinea la necessità impellente di rinnovare e migliorare le condizioni di vita all’interno delle carceri, auspicando che l’esperienza di Opera possa essere replicata in altre strutture penali.

Il progetto “Metamorfosi”, che trasforma il legno delle barche dei migranti in strumenti musicali, non si limita al carcere di Opera, estendendosi anche al carcere di Secondigliano a Napoli, dove il legno viene utilizzato per la creazione di croci e rosari.

L’iniziativa si distingue per l’impegno verso il lavoro dignitoso: tutti i detenuti coinvolti nei diversi progetti hanno un contratto di lavoro, in linea con l’articolo 27 della Costituzione, che sancisce il diritto al lavoro anche per chi si trova in stato di detenzione.

L’impegno della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti si rivela ancora più ampio con il progetto “Il senso del pane”, dedicato alla produzione di ostie, attivo in Italia e in altri 19 Paesi, compresa Gaza, dove la produzione continua ininterrotta anche durante i conflitti.
In Mozambico, il progetto “Dalle Lamiere ai Mattoni” offre dignità abitativa, trasformando baracche di lamiere in case solide e confortevoli.
Il concerto stesso rappresenta una novità assoluta: per la prima volta, risuonerà un clavicembalo appena costruito con il legno delle barche, all’interno di un concerto per archi e cembalo in La maggiore.

Il programma musicale, che spazia da Verdi con l’inno del Nabucco e l’Ave Maria da Otello, interpretato dalla soprano Rosa Feola, fino al celebre “Va’ pensiero”, eseguito dal coro de La Nave di San Vittore, un gruppo composto da detenuti e volontari, si arricchisce della partecipazione di artisti lirici del gruppo Ex Scaligeri.

Un momento particolarmente toccante vedrà dodici detenuti provenienti da Opera, San Vittore e Bollate leggere poesie e riflessioni personali accanto al Maestro Muti, creando un ponte tra il mondo carcerario e la comunità esterna.

L’Orchestra del Mare, dunque, non è solo musica, ma un canto di speranza, un’opera d’arte collettiva che celebra la forza trasformatrice dell’umanità.

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