A quasi un secolo dalla sua inaugurazione nel 1940, il monumentale *Equesteria* del Gattamelata, sublime esempio di scultura bronzea firmato da Donatello, è stato temporaneamente dislocato dalla sua storica collocazione sul sagrato della Basilica di Sant’Antonio a Padova.
L’opera, composta da cavaliere e destriero, ha trovato rifugio nei locali riadattati del piano terra dell’ex Museo Civico “Boito”, in attesa di un intervento di restauro che si preannuncia complesso e cruciale.
L’operazione, resa possibile grazie al generoso sostegno di istituzioni americane no-profit come Friends of Florence e Save Venice, va oltre un semplice trasferimento: segna l’inizio di una fase di indagine scientifica approfondita.
Prima di intraprendere il restauro vero e proprio, il monumento sarà sottoposto ad analisi preliminari avanzate, finalizzate a ricostruirne la storia, comprendere i meccanismi di degrado e definire le strategie di intervento più efficaci.
Per accogliere l’*Equesteria* e il suo team di restauratori, i locali dell’ex Museo Civico “Boito” sono stati oggetto di un intervento di adeguamento e conservazione, trasformandosi in un laboratorio attrezzato per le delicate operazioni che seguiranno.
Questa scelta strategica mira a garantire un ambiente controllato e ottimale per la protezione e lo studio dell’opera.
Monsignor Diego Giovanni Ravelli, delegato pontificio per la Basilica di Sant’Antonio, ha sottolineato l’importanza storica e culturale di questo momento, esprimendo la fiducia in un intervento che permetta di preservare e valorizzare il genio artistico di Donatello per le future generazioni.
La complessità del restauro, data la mole e la fragilità del monumento – il cavaliere pesa circa 450 chilogrammi e il cavallo 1600 kg – richiede un approccio multidisciplinare e una collaborazione sinergica tra istituzioni e competenze diverse.
Le operazioni di sollevamento e movimentazione, eseguite dalla New VBC srl, hanno richiesto una pianificazione meticolosa e l’impiego di sofisticate tecnologie di sollevamento.
La sicurezza è stata la priorità assoluta, con un monitoraggio costante da parte dei tecnici della ditta Expin di Padova, che hanno garantito la stabilità e la protezione dell’opera durante ogni fase del trasporto.
Il restauratore Nicola Salvioli ha evidenziato come le operazioni di rimozione siano state condotte nel rispetto dei protocolli di sicurezza e con l’obiettivo di minimizzare qualsiasi impatto sull’integrità del monumento.
La precaria condizione del piedistallo, caratterizzata da un significativo deterioramento, ha richiesto un’attenta gestione del rischio.
La fase successiva, dedicata alle indagini diagnostiche e all’interpretazione dei dati raccolti, è cruciale per definire un programma di intervento mirato ed efficace.
L’architetto Soragni, direttore scientifico del progetto, ha specificato che i risultati delle analisi esterne saranno integrati con nuovi studi, al fine di formulare un piano di restauro che tenga conto di tutti gli aspetti rilevanti.
La professoressa Rita Deiana, direttrice Ciba UniPD, ha infine sottolineato come questo approfondimento diagnostico non rappresenti solo un passaggio obbligato per la corretta esecuzione del restauro, ma anche un’opportunità unica per ampliare la conoscenza dell’opera di Donatello, un’eredità culturale di inestimabile valore che necessita di essere preservata con la massima cura e attenzione.
Il futuro dell’ *Equesteria* del Gattamelata dipende da questa fase delicata, un punto di svolta nella sua storia millenaria.

