Il Futuro del Made in Italy: Tra Sfide Globali, Filiera e Cultura AziendaleUn’analisi approfondita del futuro del Made in Italy è stata il fulcro del roadshow “Tradizione e Innovazione”, promosso da Challenge Network Spa e svoltosi presso l’innovativo M9 Museum di Mestre (Venezia).
L’evento, parte di un più ampio progetto volto a valorizzare le eccellenze locali, ha visto la partecipazione di leader aziendali e esperti del settore, offrendo una panoramica critica sulle opportunità e le sfide che attendono le imprese italiane.
Roberto Santori, founder di Challenge Network, ha aperto i lavori sottolineando il ruolo cruciale del Veneto nell’economia nazionale, un vero e proprio motore trainante che contribuisce con l’80 miliardi di euro all’export complessivo del Paese.
L’iniziativa si pone come obiettivo di amplificare le storie di successo delle imprese italiane, riconoscendo la necessità di una comunicazione costante e strategica per affrontare un contesto globale in rapida evoluzione.
L’anno trascorso è stato segnato da una serie di eventi destabilizzanti, tra cui tensioni commerciali, la persistenza degli effetti della pandemia, conflitti internazionali e l’impennata dei prezzi energetici.
Sebbene la stabilizzazione politica attuale offra un respiro di sollievo, Santori ha evidenziato come la vera opportunità risieda nella capacità di costruire una visione di medio-lungo periodo, incentivando investimenti strategici e superando la mera reattività agli eventi.
Un elemento centrale della discussione è stato l’importanza strategica delle filiere produttive.
L’Osservatorio 4.
Manager, partner della community Made in Italy, ha evidenziato come le 28 filiere italiane siano responsabili di oltre il 56% del valore aggiunto nazionale e di quasi due terzi dell’export.
Questo patrimonio, tuttavia, può essere ulteriormente valorizzato attraverso modelli collaborativi che integrino sostenibilità, innovazione e una gestione avanzata dei dati.
L’analisi ha messo in luce come il passaggio da una logica di competizione a quella della collaborazione, all’interno delle filiere, possa incrementare la resilienza e l’efficienza complessiva del sistema produttivo italiano.
Il dibattito si è poi focalizzato sul ruolo del “welfare aziendale”, ridefinito non come un mero insieme di benefit, ma come un vero e proprio paradigma culturale.
Valeria Bucci, amministratore delegato di Praesidium, ha sottolineato come la capacità di attrarre e trattenere talenti sia ormai strettamente legata alla capacità delle aziende di offrire un ambiente di lavoro positivo e orientato al benessere dei dipendenti.
Questo richiede un cambiamento profondo nella leadership, passando da un modello gerarchico a uno più inclusivo e basato sull’ascolto e l’empatia.
Il leader del futuro, ha concluso, non è colui che impone, ma colui che sa ispirare e motivare il proprio team.
La giornata si è conclusa con una visita alla mostra “Identitalia”, un omaggio ai marchi storici italiani che hanno contribuito a costruire l’identità visiva e materiale del Paese.
Andrea Ravazzolo, consigliere e vicepresidente dell’associazione Marchi Storici d’Italia, ha sottolineato come il Veneto si distingua per la sua vivacità e per la presenza di un numero significativo di marchi storici, testimonianza di una tradizione industriale ricca e resiliente.
La mostra rappresenta un’opportunità per riflettere sul valore del patrimonio industriale italiano e per trarre ispirazione per il futuro, combinando la forza della tradizione con l’innovazione e la sostenibilità.

