Il percorso intellettuale di Mario Luzi (1914-2005), figura cardine della letteratura italiana del XX secolo, si rivela attraverso un’inedita luce grazie alla mostra “Nel bagaglio di Mario… Gli scartafacci luziani del Gabinetto Vieusseux”, ospitata presso l’Archivio Contemporaneo Bonsanti.
La rassegna, aperta al pubblico fino al 27 febbraio, non è una semplice esposizione di documenti, ma un’immersione nel processo creativo di un autore profondamente segnato da esperienze esistenziali e da una costante ricerca di significato.
L’iniziativa nasce da un’approfondita ricerca filologica condotta da Riccardo Sturaro, dottorando all’Università per Stranieri di Perugia, che per tre anni ha esaminato il vasto corpus di manoscritti lasciati da Luzi.
Questi “scartafacci”, agende, taccuini e bloc-notes, conservati all’Archivio Bonsanti, si configurano come veri e propri laboratori del pensiero, testimonianze tangibili delle sue riflessioni, delle sue revisioni, delle sue sperimentazioni linguistiche.
Lungi dall’essere semplici appunti, essi incarnano la complessità del lavoro poetico, svelando le tappe che hanno condotto alla formulazione definitiva delle opere che hanno consacrato Luzi come uno dei più importanti voci della letteratura italiana.
Un elemento particolarmente significativo della mostra è la presentazione in pubblico di sei liriche autografe, fino ad oggi rimaste inedite.
Queste poesie, estratte dai quaderni del poeta, offrono un’opportunità unica per comprendere l’evoluzione del suo stile, la genesi delle immagini e dei concetti che hanno caratterizzato la sua poetica.
Analizzare queste bozze, osservare le cancellature, le aggiunte, le varianti, permette di ricostruire il percorso mentale dell’autore, di cogliere le sue incertezze, le sue intuizioni, i suoi dubbi.
La mostra non si limita a illustrare la produzione poetica di Luzi, ma offre anche un’occasione per riflettere sulla natura stessa del processo creativo, sulla funzione del documento manoscritto come testimonianza privilegiata dell’attività intellettuale.
I “bagagli” di Mario Luzi, così denominati, non sono solo contenitori di appunti e scritti, ma vere e proprie mappe del pensiero, strumenti per decifrare l’uomo e il poeta che si celano dietro le sue opere.
Attraverso la paziente e rigorosa opera di Riccardo Sturaro, la mostra apre una finestra inedita sulla ricchezza e sulla profondità del patrimonio intellettuale di uno dei maestri della letteratura italiana.







