Il Questore di Vicenza, Francesco Zerilli, ha disposto un rigoroso provvedimento di Divieto di Accesso alle Aree Urbane nei confronti di cinque minorenni, affiancato dall’avviso orale diretto a uno di loro.
Questa decisione, presa a seguito di un’approfondita indagine condotta dai Carabinieri di Vicenza, interviene in risposta a una serie di gravi reati commessi all’interno e nelle immediate vicinanze del centro commerciale Palladio di Torri di Quartesolo (VI).
L’attività investigativa ha ricostruito una dinamica allarmante: nel periodo compreso tra il 30 agosto e il 4 ottobre 2025, i cinque ragazzi hanno agito in concorso, perpetrando furti, rapine, tentate rapine e furti con strappo, accompagnati da episodi di lesioni personali.
L’analisi delle prove raccolte ha rivelato una strategia deliberata e preoccupante: sfruttando la superiorità numerica e un’apparente forza intimidatrice tipica dei comportamenti di gruppo, i minorenni prendevano di mira coetanei percepiti come vulnerabili, sfruttando disparità di età o condizione fisica per coercerli a cedere beni personali sotto minaccia e violenza.
Il comportamento di questi giovani non si è limitato a ledere la proprietà altrui, ma ha profondamente intaccato la serenità e la sicurezza dell’intera comunità, generando un clima di apprensione e insicurezza.
La gravità delle azioni perpetrate ha reso imprescindibile l’intervento preventivo delle autorità, in ottemperanza a quanto disposto dal codice di procedura penale.
Il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, misura restrittiva mirata a limitare la mobilità dei minorenni nei luoghi pubblici, rappresenta un tentativo di interrompere la spirale di illegalità e di offrire un’opportunità di riabilitazione.
L’avviso orale, rivolto a uno dei soggetti coinvolti, ha lo scopo di sensibilizzarlo alle conseguenze legali delle proprie azioni e di incoraggiarlo ad abbandonare la condotta criminale.
Questa complessa situazione solleva interrogativi importanti sul ruolo della famiglia, della scuola e delle istituzioni nella prevenzione della devianza minorile.
L’episodio evidenzia la necessità di rafforzare i programmi di educazione civica, di promuovere attività ricreative e sportive che offrano alternative positive alla criminalità e di intensificare la collaborazione tra forze dell’ordine, servizi sociali e associazioni del territorio per fornire un sostegno concreto ai minori a rischio e alle loro famiglie, mirato a favorire un percorso di crescita sociale e personale costruttivo e legale.
La risposta a fenomeni di questo genere richiede un approccio multidisciplinare e un impegno collettivo per garantire un futuro più sicuro e sereno per tutti.

