Mont’e Prama: Nuova Era per i Giganti e Internazionalizzazione

Il complesso archeologico di Mont’e Prama si appresta a una nuova era, segnata da una rinnovata centralità delle sue straordinarie statue dei Giganti e da un’ambiziosa strategia di internazionalizzazione.

Il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, ha delineato un quadro di sviluppo che abbraccia il consolidamento infrastrutturale, l’ampliamento dell’offerta culturale e una proiezione globale volta a valorizzare il patrimonio sardo nel mondo.

Il cuore di questo rinnovamento è il ritorno a Cabras, il sito originario, delle statue dei Giganti, attualmente conservate a Cagliari.
Queste opere monumentali, simbolo inequivocabile della civiltà nuragica, saranno esposte in un complesso museale unificato e ampliato, frutto di un intervento di riqualificazione che ha visto la creazione di due nuove sale espositive di ampie dimensioni (500 metri quadri l’una) integrate con il museo preesistente.
Questo ritorno non è solo un gesto simbolico, ma anche un atto di restituzione alla comunità e un’occasione per presentare il complesso statuario nel suo insieme, offrendo al pubblico una visione più completa e suggestiva di questo unicum archeologico.

Il lavoro della Fondazione Mont’e Prama non si limita al restauro e alla fruizione del territorio di Cabras, ma si estende a tutta l’area del parco archeologico naturale, con interventi mirati a migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei siti.

Particolarmente rilevanti sono gli investimenti, finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), destinati al sito di Tharros, con un budget di 2,5 milioni di euro per la riqualificazione dell’area di accoglienza, del ristorante e delle infrastrutture di supporto.

L’impegno della Fondazione si traduce anche in un’intensa attività promozionale, che ha visto l’organizzazione di quattro festival tematici durante la stagione estiva: l’Archeologia, il Letterario, il Cinema e l’ArcheoBeer Fest, arricchiti da un cartellone di eventi culturali e spettacoli che hanno coinvolto artisti di fama nazionale e internazionale nella rinnovata area performativa di Tharros.
La strategia di internazionalizzazione, inizialmente focalizzata sui mercati statunitensi ed europei, ha subito una ri-orientazione a seguito delle recenti tensioni commerciali e delle restrizioni imposte.
In risposta a queste difficoltà, la Fondazione, in collaborazione con la Regione Sardegna e il Ministero degli Esteri, ha intrapreso un percorso di diversificazione dei mercati, concentrando le proprie risorse sui paesi del Sud-Est asiatico e dell’Oceania.

Sono stati avviati rapporti di collaborazione con il Giappone, la Cina, la Nuova Zelanda e l’Australia, con l’obiettivo di realizzare accordi scientifici e mostre itineranti che vedranno protagoniste le opere del patrimonio nuragico.

Il triennio in arrivo sarà dedicato al consolidamento di queste partnership, aprendo nuove opportunità di scambio culturale e di sviluppo economico.

Anthony Muroni, presidente della Fondazione, esprime un auspicio concreto: la creazione di una rete integrata di gestione dei beni culturali e archeologici sardi, caratterizzata dalla collaborazione tra le diverse realtà museali e dalla condivisione delle competenze e delle risorse.
Un sogno ambizioso, volto a superare le barriere locali e a promuovere un approccio più generoso e inclusivo nella valorizzazione del patrimonio sardo.

Questo percorso si avvia con il rafforzamento del legame tra la Fondazione Mont’e Prama, quella di Barumini e quella delle domus de janas, tre realtà consolidate che possono fungere da motore per l’intero sistema museale sardo.

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