Dal 31 gennaio al 6 aprile, la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita “More Than This”, una mostra corale che si configura come un’indagine approfondita di un panorama artistico in fermento.
Dodici pittori – Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella – presentano oltre quaranta opere su tela e carta, frutto di un percorso formativo condiviso all’interno dell’Atelier F dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Lungi dall’essere una semplice esposizione di opere, “More Than This” ambisce a delineare e interpretare un fenomeno artistico emergente, spesso definito, seppur con qualche riserva, come “Scuola di Venezia”.
Questo termine, pur evocando una continuità storica e geografica, necessita di essere dissezionato per comprenderne la reale portata: non si tratta di un’ortodossia stilistica, ma piuttosto di una convergenza di approcci e sensibilità artistiche sviluppatesi in un ambiente accademico stimolante.
Il progetto, curato da Daniele Capra, si propone di andare “oltre” (More Than This) la superficie delle opere, interrogando il ruolo del singolo artista all’interno di una comunità creativa e l’importanza della relazione interpersonale nel processo artistico.
Il titolo stesso suggerisce una ricchezza interna, una complessità linguistica che si manifesta in una varietà di espressioni pittoriche.
L’eterogeneità stilistica è una delle caratteristiche salienti del gruppo: si spazia da atmosfere oniriche e surreali, contaminate da suggestioni metafisiche, a rappresentazioni figurativo-emotive di grande intensità, fino ad astrattismi fluidi e vibranti.
Questa pluralità non è frutto del caso, ma è il risultato di un ambiente formativo dove la sperimentazione e l’ibridazione sono incoraggiate.
Un elemento cruciale per la genesi di questa “scuola” è stato l’inedito sodalizio tra docenti, studenti e artisti affermati, un modello di apprendimento continuo che trascende la tradizionale dinamica professore-allievo.
Questa commistione generazionale ha favorito lo scambio di esperienze e prospettive, contribuendo alla creazione di un immaginario collettivo e allo sviluppo di un linguaggio pittorico originale.
La Fondazione Coppola ha già offerto un assaggio di questa vitalità con il progetto “La Scuola di Venezia”, che ha presentato opere di cinque degli artisti coinvolti in “More Than This”, ponendo le basi per una più ampia riflessione sul ruolo della pittura contemporanea italiana e sul suo rapporto con la tradizione e l’innovazione.

