Un Natale denso di polemiche e simbolismi si leva a Napoli, dove i tassisti hanno scelto una forma di protesta originale e pungente per esprimere il loro profondo malcontento.
Le vetture gialle, emblematiche della città, si sono trasformate in piattaforme mobili di denuncia, ostentando cartelli raffiguranti un Babbo Natale inaspettato: vestito con il costume tradizionale, ma incorniciato dal paesaggio urbano partenopeo, con il Vesuvio che incombe e il Maschio Angioino che fa da sfondo.
Il suo carico? Due sacchi: uno gonfio di nodi e ingorghi, l’altro vuoto, a simboleggiare la drammatica carenza di guadagni che affligge la categoria.
Questa iniziativa, lungi dall’essere un episodio isolato, è l’ultimo atto di una serie di azioni di protesta che i tassisti napoletani hanno intrapreso nel tempo.
La mobilità urbana, soffocata da un traffico congestionato e inefficiente, rappresenta una vera e propria piaga per la città.
Le conseguenze ricadono pesantemente sia sui cittadini, costretti a subire ritardi e disagi, sia sui professionisti del trasporto pubblico, che vedono drasticamente ridotto il numero di corse effettuate.
L’effetto domino è inequivocabile: meno corse significano minori introiti, mettendo a dura prova la sostenibilità economica della categoria.
La protesta, permeata di un velato sarcasmo, si rivolge direttamente alle figure apicali dell’amministrazione comunale.
I ringraziamenti ironici, destinati al sindaco Manfredi e all’assessore Cosenza, sottolineano l’apparente distanza tra le promesse di miglioramento del sistema viario e la realtà concreta che i tassisti vivono quotidianamente.
Si percepisce, in questa forma di protesta, un senso di frustrazione e di abbandono, alimentato dalla sensazione che le loro istanze non trovino adeguata risposta.
L’immagine del Babbo Natale con i due sacchi, uno colmo di difficoltà e l’altro desolatamente vuoto, trascende la semplice denuncia di una condizione lavorativa precaria.
Diventa un simbolo potente di una città intrappolata in una spirale di inefficienze, dove la vivibilità e la prosperità economica rischiano di essere compromesse dalla gestione del traffico.
La protesta dei tassisti, dunque, si configura come un campanello d’allarme, un appello urgente a ripensare le politiche di mobilità urbana e a trovare soluzioni concrete che possano decongestionare la città e restituire ai professionisti del trasporto pubblico la possibilità di lavorare in condizioni più dignitose.







