Il Noir in Festival 2025, giunto alla sua 35/a edizione, si appresta a inaugurare un percorso narrativo intenso e stimolante, con un evento d’apertura cinematografico di straordinaria rilevanza: l’anteprima assoluta della serie Sky Original ‘Amadeus’, una rivisitazione teatrale del capolavoro di Peter Shaffer, interpretata da Will Sharpe e Paul Bettany.
L’appuntamento, diretto da Giorgio Gosetti e Marina Fabbri, si svolgerà a Milano dal primo al 6 dicembre, configurandosi come un crocevia di voci, prospettive e riflessioni sul mondo del crimine e del mistero.
Quest’anno, il festival ambisce a superare le tradizionali definizioni di genere, proiettando lo sguardo su una selezione ufficiale che privilegia l’innovazione e la profondità concettuale.
La competizione cinematografica vedrà confrontarsi sette opere, tra cui spicca *Ferine*, l’esordio registico di Andrea Corsini, un’opera che attinge a piene mani al linguaggio del body horror con la partecipazione di Carolyn Bracken, offrendo un’esperienza visiva e narrativa dirompente.
Il palcoscenico letterario, ugualmente ricco di spunti e suggestioni, accoglierà Maurizio de Giovanni con *L’orologiaio di Brest*, un romanzo che indaga la corrosiva dialettica tra ideali e cinismo nel potere, svelando le ambiguità intrinseche alle dinamiche di comando.
Accanto a lui, Giuliano da Empoli presenterà *L’ora dei predatori*, un’analisi acuta e inquietante dei meccanismi di sopraffazione e della prevaricazione.
Marco Vichi, con il suo Commissario Bordelli protagonista de *Le Notti nere*, affronterà le ombre degli anni ’70, restituendo un affresco vivido e complesso di un’epoca segnata da tensioni sociali e politiche.
Gian Andrea Cerone, con *La curva dell’oblio*, intreccerà due indagini, ambientate a Milano e in Val di Fassa, offrendo una riflessione sulla memoria, l’identità e il peso del passato.
Infine, Daniele Sanzone, in *Bumerang*, ci condurrà nell’universo frammentato e complesso di Scampia, svelandone le dinamiche nascoste e le storie silenziose.
Il Noir in Festival 2025 non si limiterà a celebrare il passato, ma guarderà al futuro, riconoscendo con il Premio Raymond Chandler alla carriera a Mick Herron, un autore capace di reinventare il genere spy thriller con intelligenza e originalità.
Il prestigioso Premio Scerbanenco, invece, metterà in competizione cinque talenti emergenti: Davide Longo, Alessandro Robecchi, Barbara Baraldi, Giorgia Lepore e Mirko Zilahy, ciascuno portatore di una voce unica e distintiva.
“Quest’anno”, affermano i direttori artistic, Marina Fabbri e Giorgio Gosetti, “abbiamo deliberatamente scelto di abbandonare le logiche quantitative a favore di una curatela mirata, offrendo al pubblico un’esperienza coinvolgente e stimolante.
Vogliamo che il festival sia un luogo di incontro tra autori affermati e nuove promesse, un osservatorio privilegiato sul panorama letterario e cinematografico contemporaneo, capace di intercettare le inquietudini e le speranze del nostro tempo.
” L’obiettivo è quello di illuminare le zone d’ombra, di rendere meno opprimenti la paura, di offrire, attraverso l’arte, una chiave di lettura del mondo che ci circonda, un mondo intrinsecamente permeato di mistero e ambiguità.

