lunedì 12 Gennaio 2026

Orchestra del Mare: Arte, Redenzione e Musica dal Carcere

Il progetto “Orchestra del Mare” incarna un’audace fusione tra arte, redenzione e memoria, un’iniziativa nata da un’intuizione profonda e sostenuta da un’impegno concreto che trascende i confini del carcere di Opera, Milano.

L’episodio che ha acceso la scintilla, come racconta Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, risale al febbraio 2022, quando Papa Francesco ha impartito la benedizione a un violino, mentre centinaia di imbarcazioni utilizzate da migranti venivano trasferite in strutture detentive.

Questa dissonanza, questa coesistenza di sacralità e sofferenza, ha germogliato l’idea di un’orchestra capace di trasformare il dolore in armonia.
Il progetto non è un evento isolato, ma l’apice di un percorso iniziato nel 2012 con la creazione del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria all’interno del carcere di Opera.

Da questo stesso luogo, nel 2021, è nato il primo violino del mare, un simbolo tangibile della capacità di rigenerazione intrinseca all’arte.

Ora, l’eco di questa metamorfosi risuonerà ancora più forte con il concerto diretto dal maestro Riccardo Muti, che vedrà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini esibirsi con strumenti unici nel loro genere: 15 violini, 5 viole, 5 violoncelli, un contrabbasso e un clavicembalo, tutti creati con il legno recuperato da imbarcazioni di migranti.

Il concerto, realizzato in collaborazione con il Ravenna Festival, ha innescato un’onda di generosità che ha portato aziende a offrire gratuitamente la ristrutturazione del teatro carcerario, dotandolo di sistemi di riscaldamento e raffreddamento.
Questo intervento non solo migliora le condizioni di vita dei detenuti, ma testimonia l’importanza di portare bellezza e dignità negli spazi detentivi, luoghi che spesso necessitano di manutenzione e attenzione.
La speranza è che questo esempio possa replicarsi in altri istituti penali, aprendo la strada a nuove opportunità di crescita e riabilitazione.
L’impegno della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti si estende ben oltre le mura di Opera.
Il progetto “Metamorfosi”, che trasforma il legno delle imbarcazioni in strumenti musicali, è attivo anche nel carcere di Secondigliano, a Napoli, mentre a Monza e Rebibbia, lo stesso legno viene impiegato per creare croci e rosari, simboli di fede e speranza.

Un elemento cruciale è l’inserimento dei detenuti coinvolti nei progetti con contratti di lavoro regolari, in linea con l’articolo 27 della Costituzione, garantendo dignità e opportunità di reinserimento.

La Fondazione si distingue per la sua visione globale, come testimonia il progetto “Il senso del pane”, nato nel 2015 e dedicato alla produzione di ostie, attivo in Italia e in 19 Paesi, tra cui Gaza, dove l’attività è proseguita ininterrotta anche durante i conflitti.

In Mozambico, il progetto “Dalle Lamiere ai Mattoni” trasforma le baracche di lamiere in abitazioni dignitose, offrendo un futuro migliore a chi vive in condizioni di precarietà.
Il concerto di Opera rappresenta un momento di svolta, con la presentazione in assoluto di un nuovo clavicembalo, frutto della stessa trasformazione del legno delle barche, che si cimenterà nell’esecuzione del concerto in La maggiore per archi e cembalo.
Il programma musicale, un omaggio alla tradizione italiana, spazierà da Verdi, con la Sinfonia del Nabucco e l’Ave Maria da Otello interpretata dal soprano Rosa Feola, al celebre Va’ pensiero, a cui parteciperà il coro de La Nave di San Vittore, composto da detenuti e volontari.

Un tocco di emozione sarà dato dalla lettura di poesie e riflessioni personali da parte di 12 detenuti di Opera, San Vittore e Bollate, accanto al maestro Muti, creando un dialogo profondo e commovente tra arte, memoria e speranza per il futuro.

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