Palazzo San Felice, un gioiello storico nel cuore di Roma, ha recentemente concluso il suo percorso espositivo “Cultura in Cantiere”, un’iniziativa di portata eccezionale che ha permesso a un vasto pubblico di accedere a un luogo normalmente precluso: il cantiere di restauro e trasformazione destinato a ospitare la Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte.
L’apertura, iniziata il 14 giugno 2024, si è protratta per 62 giorni, nei fine settimana e nei giorni festivi, accogliendo un numero impressionante di visitatori, quasi 20.000, a testimonianza del profondo interesse per la riscoperta del patrimonio culturale e la sua evoluzione.
Questa iniziativa, resa possibile grazie a un’opportunità concessa dalla Presidenza della Repubblica al Ministero della Cultura nel 2017, offre uno sguardo inedito su un edificio storico e sulla sua complessa metamorfosi.
Palazzo San Felice, un tempo dimora nobile, è ora destinato a diventare un importante polo culturale, un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e appassionati, grazie alla visione dell’architetto Mario Botta, il cui progetto è stato donato alla Repubblica.
La sua trasformazione è affidata all’Agenzia del Demanio, con lavori avviati nel 2023 e previsti per concludersi entro la fine del 2026.
“Cultura in Cantiere” non si è limitata a una semplice visita guidata; ha offerto un’esperienza immersiva e didattica.
Il percorso espositivo ha illustrato la ricca storia del palazzo, svelandone le vicende passate attraverso documenti d’archivio e ricostruzioni virtuali.
Inoltre, il pubblico ha avuto l’opportunità di esplorare, per la prima volta, il Sepolcro dei Sempronii, un significativo sito archeologico integrato all’interno del complesso architettonico, offrendo una rara occasione di contatto diretto con il passato.
L’elemento di maggiore innovazione è stato il percorso di visualizzazione del futuro: un’accurata modellazione digitale ha proiettato i visitatori nel cuore della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte, permettendo loro di apprezzare la progettazione architettonica e le funzionalità previste.
Questa rappresentazione ha non solo suscitato entusiasmo per la futura biblioteca, ma ha anche promosso una comprensione più profonda del ruolo della cultura come forza trasformatrice, in grado di rigenerare spazi urbani e di creare nuove opportunità di apprendimento e di ricerca.
L’iniziativa ha rappresentato un modello di comunicazione tra istituzioni e cittadini, dimostrando come il patrimonio culturale, in fase di riqualificazione, possa diventare un potente motore di partecipazione e di orgoglio civico.






