Pasta Made in Italy: Sollievo dai Dazi USA, una Vittoria per l’Eccellenza

La recente decisione del Dipartimento del Commercio statunitense, che prevede una temporanea riduzione dei dazi imposti sulla pasta italiana, rappresenta una ventata di sollievo per l’intera filiera agroalimentare nazionale, un segnale di speranza che va ben oltre il singolo prodotto.
La mossa, inaspettatamente anticipata rispetto alla conclusione formale dell’indagine in corso (prevista per l’11 marzo 2026), testimonia l’efficacia dell’azione diplomatica italiana e della mobilitazione delle associazioni di categoria, come Coldiretti e Filiera Italia, che si erano prontamente opposte a misure considerate pretestuose.
L’imposizione di dazi antidumping, spesso utilizzata come strumento protezionistico, rischiava di compromettere non solo le esportazioni di pasta, ma anche di distorcere il mercato globale e favorire la proliferazione di prodotti “italian sounding” – imitazioni che sfruttano l’immagine e la reputazione del Made in Italy per aggirare standard qualitativi e controlli rigorosi.
La potenziale raddoppio del costo di un piatto di pasta per i consumatori americani, conseguenza diretta di tali dazi, avrebbe creato una barriera significativa per l’accesso a un prodotto genuino e rappresentativo della tradizione culinaria italiana.

Il mercato statunitense, con un valore di esportazione di pasta italiana pari a 671 milioni di euro nel 2024, si conferma un partner strategico cruciale per il settore, un anello fondamentale nella catena del valore che coinvolge agricoltori, trasformatori, distributori e, infine, i consumatori stessi.

La decisione di ridurre temporaneamente i dazi non è solo una vittoria commerciale, ma anche un riconoscimento dell’importanza di preservare l’integrità del marchio Italia e di tutelare la qualità superiore dei prodotti alimentari italiani.

Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono il loro impegno a proseguire la battaglia per la salvaguardia e la valorizzazione dell’intera filiera della pasta, un sistema complesso che parte dalla coltivazione del grano duro, passa per la trasformazione in semola, fino all’ottenimento del prodotto finito.
La richiesta di un giusto prezzo per il grano italiano, elemento costitutivo della pasta, si lega indissolubilmente alla necessità di garantire un adeguato valore per il prodotto finale, un impegno che va perseguito con costanza e determinazione, sia negli Stati Uniti che in Italia.

La difesa delle eccellenze agroalimentari italiane non è solo un’azione a favore delle imprese, ma un investimento nel futuro del Paese, un modo per promuovere la cultura, la tradizione e la qualità che rendono il Made in Italy un simbolo di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo.
Si tratta di un patrimonio immateriale da custodire e da tramandare alle future generazioni.

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