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Paziente a terra: l’assessore Calcinaro promette chiarezza e garanzie.

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La vicenda del paziente oncologico costretto ad attendere cure a terra presso il pronto soccorso di Senigallia, un episodio emblematico delle criticità che affliggono il sistema sanitario regionale, ha scatenato un’ondata di preoccupazione e interrogativi.

L’Assessore Regionale alla Sanità delle Marche, Paolo Calcinaro, interviene a margine di una conferenza stampa presso Palazzo Leopardi, ad Ancona, sottolineando l’importanza di un approccio rigoroso e garantista in attesa dei risultati dell’audit interno in corso.
Pur non escludendo la possibilità di sanzioni disciplinari qualora emergano responsabilità, l’assessore ribadisce il principio della presunzione di innocenza e la necessità di un’analisi imparziale dei fatti.

Il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) di Ancona, a sua volta, si dichiara determinato a far luce sulla dinamica dell’accaduto, con l’obiettivo primario di tutelare sia il personale sanitario, spesso sottoposto a pressioni e carichi di lavoro insostenibili, sia di valutare l’eventuale presenza di lacune organizzative o strutturali che abbiano contribuito all’episodio.
L’audit interno, in questo contesto, non è concepito come un mero strumento di punizione, bensì come un’azione correttiva volta a identificare le cause profonde delle disfunzioni e a implementare soluzioni mirate.
L’episodio ha generato un profondo turbamento nella comunità sanitaria, come ammesso dallo stesso Direttore Generale, che esprime rammarico per la stigmatizzazione che spesso colpisce gli operatori sanitari, impegnati quotidianamente in contesti estremamente complessi.
L’attenzione mediatica, pur legittima, rischia di creare un clima di ostilità e di minare il morale del personale, esponendo gli stessi a giudizi affrettati e ingiustificati.
La necessità di salvaguardare la reputazione e il benessere degli operatori sanitari, parallelamente alla ricerca della verità, rappresenta una priorità imprescindibile.

L’intera vicenda solleva, in modo acuto, interrogativi più ampi relativi alla sostenibilità del sistema sanitario regionale, alla gestione delle risorse umane, all’organizzazione dei servizi di emergenza-urgenza e alla necessità di garantire un accesso equo e dignitoso alle cure per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro condizione clinica.

L’audit, pertanto, non deve limitarsi a chiarire le responsabilità individuali, ma deve costituire l’occasione per avviare un processo di riflessione più ampio e profondo, volto a migliorare la qualità e l’efficienza del sistema sanitario marchigiano e a prevenire il ripetersi di episodi simili in futuro, promuovendo una cultura della responsabilità, della trasparenza e del continuo miglioramento.

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