L’attesa per la definitiva chiusura formale del progetto di trasferimento del rigassificatore di Piombino a Vado Ligure assume un’urgenza sempre maggiore.
Il sindaco di Savona, Marco Russo, ha espresso pubblicamente la sua sollecitazione, via social media, in risposta alla richiesta di Snam per una proroga dell’operatività dell’impianto toscano.
Questo episodio riflette una dinamica complessa, intrisa di resistenze locali e revisioni strategiche a livello nazionale.
La proroga richiesta da Snam, seppur apparentemente un passo avanti, non deve essere interpretata come una conclusione.
La decisione finale, come sottolinea Russo, spetta alla Presidenza del Consiglio, organo che detiene la responsabilità ultima di valutare l’impatto ambientale, economico e sociale di una simile infrastruttura.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente consapevolezza riguardo alla necessità di una transizione energetica sostenibile e di una più attenta valutazione dei rischi connessi a progetti di ingenti dimensioni.
Russo rievoca con amarezza le difficoltà incontrate all’inizio della battaglia contro il trasferimento, quando l’opposizione al progetto era percepita come un atto di ostilità verso le direttive governative, suscitando epiteti e accuse che cercavano di screditare chi si opponeva.
La memoria del soprannome “Masaniello”, attribuito per la sua determinazione, testimonia la forte pressione esercitata a favore del trasferimento.
Tuttavia, la perseveranza di un territorio compatto – un fronte unitario formato da sindaci, associazioni ambientaliste e cittadini – ha saputo mantenere una linea di coerenza e fermezza, basata su una visione lungimirante.
Questo collettivo ha dimostrato che la voce delle comunità locali, quando unita e informata, può influenzare significativamente le scelte strategiche.
L’attuale situazione, con la richiesta di proroga e le crescenti preoccupazioni ambientali, avvalida la saggezza di questa resistenza e suggerisce una revisione profonda dei criteri di localizzazione delle infrastrutture energetiche, privilegiando criteri di sostenibilità, sicurezza e condivisione con le comunità interessate.
Il caso Piombino-Vado Ligure si configura, quindi, come un importante banco di prova per un nuovo modello di pianificazione energetica, che tenga conto non solo delle esigenze di approvvigionamento, ma anche della tutela dell’ambiente e del benessere delle comunità locali.








