Prescrizione diretta in Sardegna: Scontro tra sindacato e Regione

La questione della prescrizione diretta, fulcro di un’emergenza operativa nel sistema sanitario sardo, ha generato un acceso confronto tra il sindacato Snami e le istituzioni regionali.
Il presidente regionale Snami Sardegna, Domenico Salvago, ha indirizzato una missiva all’assessora alla Sanità ad interim, la governatrice Alessandra Todde, e ai vertici delle aziende sanitarie regionali e distrettuali, denunciando una diffusa e strutturale inosservanza delle procedure previste per la prescrizione diretta di ulteriori accertamenti diagnostici, certificati di malattia e documentazione Inail da parte di specialisti ospedalieri e medici convenzionati.

Questo fenomeno, lungi dall’essere un’anomalia occasionale, si configura come un sintomo di una problematica più ampia: l’inefficienza cronica che affligge il sistema sanitario sardo, posizionandolo tra le realtà con le performance peggiori a livello nazionale.

Parallelamente, si assiste a una pericolosa deriva caratterizzata da una gestione approssimativa e da una mancanza di coordinamento che compromettono la qualità dell’assistenza e generano disagi non indifferenti sia per i medici di medicina generale, sovraccaricati da richieste di integrazione documentale, sia per i pazienti, costretti ad affrontare percorsi sanitari prolungati e imprevedibili.

La situazione non solo contrasta con le direttive nazionali, ma ignora anche le direttive regionali emanate da figure autorevoli come Sechi, Doria e Bartolazzi, evidenziando un divario preoccupante tra la teoria e la prassi operativa.
Il sindacato Snami Sardegna, con fermezza, chiede un intervento tempestivo da parte delle autorità regionali, sollecitando l’emanazione di atti normativi specifici a livello regionale e aziendale che impongano il rispetto rigoroso delle procedure esistenti.
La gravità della situazione impone un cambio di rotta.
In assenza di risposte concrete e di un’azione correttiva immediata, il sindacato si riserva il diritto di intensificare la propria azione di sensibilizzazione, preannunciando la consegna mensile, accompagnata da conferenze stampa dedicate, di un sollecito formale direttamente all’attenzione dell’assessora alla Sanità.
L’appuntamento iniziale, fissato per il 2 febbraio, rappresenta un chiaro segnale di allarme e un monito per le istituzioni, esortandole a intervenire con urgenza per ristabilire l’ordine e garantire un sistema sanitario più equo, efficiente e rispettoso dei diritti dei pazienti e dei professionisti sanitari.

La persistenza di questa problematica rischia di erodere ulteriormente la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario regionale e di compromettere la sostenibilità del servizio nel lungo termine.

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