Rifiuti Marini: la Spedizione Source2Sink Svela i Segreti del Golfo dell’Asinara

La spedizione scientifica “Source2Sink”, orchestrata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche a bordo della nave “Gaia Blu”, si appresta a svelare le dinamiche complesse che governano l’accumulo di rifiuti marini lungo la costa nord-occidentale del Golfo dell’Asinara, in Sardegna.
Da gennaio, un team multidisciplinare di ricercatori, provenienti dall’Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del CNR di Oristano e dalla Fondazione Cima, si immerge in un’indagine mirata a fornire dati essenziali per indirizzare future strategie di monitoraggio, prevenzione e mitigazione dell’inquinamento da rifiuti.

L’Asinara, con la sua intricata topografia sottomarina e le correnti complesse, si presenta come un laboratorio naturale ideale per comprendere come i detriti, in particolare le microplastiche e i macro-rifiuti, siano intrappolati e concentrati in specifiche aree.

Il fenomeno della persistenza dei materiali plastici nell’ambiente marino è particolarmente preoccupante: la frammentazione in particelle sempre più piccole prolunga la loro permanenza, aumentando l’esposizione degli organismi viventi e la potenziale introduzione di contaminanti chimici nella catena alimentare.
L’approccio “Source2Sink” – dalla sorgente al bacino – riflette l’intenzione di tracciare il percorso dei rifiuti, identificando i punti di origine e i meccanismi di trasporto che li conducono alle zone di accumulo.
Questo implica una comprensione approfondita delle interazioni tra fattori idrodinamici, geomorfologici e biologici.

Le attività di campionamento e analisi a bordo della “Gaia Blu” saranno ampie e integrate.

L’équipe, guidata dal responsabile scientifico Andrea Cucco e dal capo missione Giovanni De Falco, condurrà misurazioni precise delle caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua, inclusa temperatura, salinità e densità, per ricavare un quadro dettagliato del regime idrodinamico.

L’utilizzo di boe di superficie, integrate con strumenti di bordo, permetterà di monitorare le correnti a diverse profondità.
Un elemento cruciale della spedizione sarà l’analisi della morfologia del fondale marino, con particolare attenzione al margine occidentale sardo e al canyon sottomarino di Castelsardo.

Tecnologie avanzate, come sonar a bassa frequenza e multibeam, saranno impiegate per mappare la topografia del fondale oltre i 600 metri di profondità, rivelando la presenza di depressioni, terrazzamenti e altre strutture che possono fungere da “trappole” per i rifiuti.

Parallelamente, i ricercatori della Fondazione Cima svolgeranno attività di monitoraggio della fauna marina, con un focus particolare sui grandi cetacei e altre specie sensibili, indicatori chiave dello stato di salute dell’ecosistema.
L’osservazione di eventuali segni di impatto derivanti dall’inquinamento da rifiuti, come ingestione di plastica o alterazioni comportamentali, fornirà informazioni preziose per valutare l’efficacia delle misure di mitigazione.

L’iniziativa “Source2Sink” non si limita alla raccolta di dati, ma mira a sviluppare modelli predittivi in grado di simulare la dispersione dei rifiuti marini e identificare le aree più vulnerabili.
Questi modelli, integrati con informazioni provenienti da fonti diverse, potranno supportare le decisioni di gestione costiera e contribuire a proteggere la biodiversità e le risorse marine del Golfo dell’Asinara e oltre.

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