La Commissione Regionale per gli Affari Istituzionali delle Marche ha recentemente concluso un’approfondita revisione di tre proposte di emendamento allo Statuto Regionale, delineando un percorso volto a modernizzare la governance e ad adeguare gli strumenti legislativi alle più recenti sensibilità sociali e normative nazionali.
Le proposte, ora in attesa di discussione in Consiglio Regionale, riflettono un impegno verso l’efficienza amministrativa, l’equità di genere e un linguaggio istituzionale più inclusivo.
La prima modifica, presentata dalla Giunta Regionale e approvata con la concordanza della maggioranza, si configura come un aggiornamento statutario in linea con la legge nazionale 122/2025.
Quest’ultima, in un’ottica di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse, concede alle Regioni la facoltà di incrementare il numero degli assessori regionali fino a un massimo di due unità, a condizione che tale ampliamento non comporti un aumento della spesa pubblica complessiva.
Questa revisione si inserisce in un contesto più ampio di riforma del regionalismo italiano, volto a ridefinire i poteri e le competenze delle Regioni.
La seconda proposta, promossa dalle consiglieri Marta Ruggeri (Movimento 5 Stelle), Micaela Vitri e Enrico Piergallini (Partito Democratico), introduce disposizioni volte a garantire una rappresentanza di genere più bilanciata all’interno degli organi esecutivi regionali.
L’approvazione unanime testimonia la condivisione di un principio fondamentale per promuovere l’uguaglianza di opportunità e la parità di genere nella vita politica e amministrativa.
La misura, potenzialmente con implicazioni concrete nella composizione futura della Giunta Regionale, si pone come risposta a una crescente consapevolezza della necessità di superare le disparità di genere anche a livello istituzionale.
Infine, la terza proposta, anch’essa frutto dell’iniziativa congiunta di Ruggeri, Piergallini, Vitri e di ulteriori consiglieri, mira a promuovere l’adozione di un linguaggio inclusivo e non discriminatorio nella denominazione di incarichi e funzioni politiche e amministrative.
L’attenzione al linguaggio si configura come un elemento essenziale per una comunicazione pubblica trasparente e rispettosa delle diversità, in linea con i principi di pari dignità sociale e civile sanciti dalla Costituzione Italiana.
L’adozione di un linguaggio neutro e inclusivo non si limita a una mera questione formale, ma riflette un impegno più ampio verso una cultura dell’accoglienza e dell’eliminazione di stereotipi e pregiudizi.
Il percorso di approvazione definitivo delle riforme statutarie prevede ora due deliberazioni del Consiglio Regionale, intervallate da un periodo minimo di due mesi, e richiedono una maggioranza assoluta per essere validate.
Questo processo rafforzato sottolinea la rilevanza delle modifiche proposte e garantisce un ampio dibattito pubblico prima della loro definitiva implementazione.
L’attesa discussione in Consiglio Regionale promette di essere un momento cruciale per il futuro istituzionale della Regione Marche.








