Il recente intervento del Ministro Nordio, che interrogava sulla presunta incomprensione di Elly Schlein riguardo ai benefici che la riforma della giustizia apporterebbe anche al suo schieramento politico, offre un’opportunità per chiarire una posizione che va oltre la mera opposizione strumentale.
La risposta che si offre non è un rifiuto superficiale, bensì una prospettiva profondamente radicata nei principi fondamentali di una democrazia autentica.
Non si desidera una riforma che crei un sistema di controlli reciproci, un meccanismo per assicurare l’allineamento del potere giudiziario con le scelte politiche di una specifica maggioranza.
Un simile scenario configurerebbe una deriva autoritaria, un attentato allo Stato di diritto.
La vera forza di una democrazia risiede nella sua capacità di garantire l’indipendenza della magistratura, affinché possa operare in maniera imparziale, vigilando sull’esercizio del potere politico, senza timori di ritorsioni o interferenze.
La volontà espressa non è quella di beneficiare di una riforma che conferisca un controllo politico sulla magistratura, ma al contrario, di sottostare a un controllo rigoroso e costante.
L’aspirazione è quella di essere soggetti alla supervisione della magistratura, affinché possa valutare le azioni del governo con imparzialità, garantendo trasparenza e responsabilità.
Questa posizione, ribadita dalla segretaria del Partito Democratico durante la presentazione del comitato ‘Società civile per il no’, guidato da Giovanni Bachelet, non è un mero atto di opposizione al governo in carica, ma la difesa di un principio cardine: il potere, qualsiasi esso sia, deve essere soggetto a controlli.
La magistratura, garante di questo controllo, deve operare liberamente, senza condizionamenti, tutelando i diritti dei cittadini e assicurando la legalità.
La richiesta non è una concessione, ma un imperativo democratico.
Un governo responsabile non teme il controllo della magistratura, ma lo accoglie come un elemento essenziale per garantire la legittimità del proprio operato e per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il futuro politico del Paese non può dipendere da una riforma della giustizia che miri a soffocare l’indipendenza del potere giudiziario, ma da una sua integrità e autonomia.
La fiducia dei cittadini si guadagna con la trasparenza e la responsabilità, non con il controllo.





