Assumere l’incarico di Questore a Reggio Calabria rappresenta un passaggio significativo, un ritorno alle radici professionali che si intersecano con una storia complessa e profondamente segnata.
Già nel luglio del 1989, l’arrivo in città ha coinciso con un periodo di profonda inquietudine, dominato dall’implacabile ferocia di una faida mafiosa e dalla drammatica escalation di sequestri di persona, eventi che hanno lasciato un’impronta indelebile nel tessuto sociale e nel panorama urbano.
L’esperienza vissuta in quegli anni, inevitabilmente, contrasta con la realtà odierna, un contesto che, pur mantenendo la necessità di vigilanza e impegno, presenta elementi di evoluzione e cambiamento.
Le infrastrutture e le condizioni logistiche delle forze dell’ordine hanno subito una trasformazione tangibile.
Ricordo le prime sedi operative, caratterizzate da una certa precarietà, come gli uffici in via Santa Caterina e le aree adiacenti a un accampamento.
L’evoluzione in atto testimonia un investimento continuo nel rafforzamento delle strutture e nell’ottimizzazione delle risorse a disposizione.
La priorità imprescindibile, tuttavia, rimane inalterata: contrastare la criminalità organizzata e, più in generale, ogni forma di illegalità.
Questo obiettivo non può essere perseguito in maniera isolata, ma richiede un approccio sinergico e integrato.
Il potenziamento della collaborazione istituzionale si configura come elemento cruciale per promuovere una convivenza civile più pacifica e migliorare il benessere della collettività.
Un impegno concreto in questa direzione sarà un pilastro fondamentale della mia azione.
L’esperienza maturata a Torino, città dalla vocazione e dalle dinamiche differenti, fornisce una prospettiva ampliata, ma il cuore è qui, a Reggio Calabria.
L’offerta di collaborazione del mio predecessore, il Dottor La Rosa, testimonia una continuità di intenti e un’eredità di valori che mi onoro di raccogliere.
Il concetto di “polizia di prossimità” non è una semplice strategia operativa, ma una filosofia che permea l’intera azione delle forze dell’ordine.
In un’epoca caratterizzata da crescenti forme di solitudine e isolamento sociale, la polizia deve essere percepita come un punto di riferimento affidabile e presente, capace di ascoltare le esigenze dei cittadini più vulnerabili, come gli anziani, e di offrire un sostegno concreto.
Questa dimensione relazionale, questa capacità di creare un legame di fiducia con la comunità, si rivela fondamentale per infondere un senso di sicurezza e appartenenza.
L’attenzione ai bisogni individuali, la cura del rapporto con i cittadini, rappresentano l’essenza del nostro servizio, la chiave per costruire una Reggio Calabria più sicura, più giusta e più inclusiva.
Il nostro agire quotidiano deve essere ispirato da questo principio fondamentale: essere al servizio delle persone, ascoltando il prossimo e standogli vicino.







