La convocazione di una riunione, fissata per il prossimo 29 dicembre ad opera dell’assessore regionale alla sanità, Cosimo Latronico, con i sindaci dei ventisei comuni del distretto sanitario Lagonegrese-Pollino, rappresenta un punto di svolta, un’ammissione di una gestione precedente che ha sottovalutato la criticità emergente.
Questa percezione si esprime con forza dalle parole del capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale, Piero Lacorazza, che la interpreta come un riconoscimento, seppur tardivo, di una necessità impellente.
L’iniziativa, per quanto giunta in ritardo, potrebbe innescare un processo di revisione profonda.
Le implicazioni che ne derivano sono di portata significativa: si tratta di una presa d’atto implicita che i disagi attuali non siano frutto di eventi imprevisti, ma il risultato di lacune strutturali nella pianificazione sanitaria.
La discussione dovrebbe, dunque, estendersi ben oltre la semplice gestione dell’emergenza, concentrandosi sulle cause profonde che hanno portato alla situazione attuale.
Lacorazza sottolinea la necessità di superare la logica del “passa la patata bollente” nella questione dell’elisoccorso attivo ventiquattr’ore su ventiquattr’ore a Lagonegro.
Questo servizio, essenziale per l’accesso rapido alle cure in un’area geograficamente complessa come il Pollino, non può più essere oggetto di interminabili discussioni e rinvii.
Parallelamente, è imperativo sbloccare le procedure relative all’appalto del secondo lotto del padiglione A dell’ospedale unico, un’infrastruttura cruciale per il potenziamento dell’offerta sanitaria locale.
La prospettiva più ampia, e forse la più urgente, riguarda la medicina territoriale e la continuità assistenziale.
In un’ottica di prevenzione e di riduzione dei ricoveri ospedalieri, è fondamentale garantire un’assistenza qualificata e capillare sul territorio.
Questo implica un ripensamento radicale dei modelli organizzativi, un maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia e un potenziamento delle risorse destinate ai servizi domiciliari.
È auspicabile che la riunione del 29 dicembre segni l’inizio di un percorso condiviso, caratterizzato da trasparenza, collaborazione e responsabilità.
Le decisioni assunte dovranno essere motivate da un’analisi approfondita dei bisogni della popolazione e finalizzate a garantire a tutti i cittadini l’accesso a prestazioni sanitarie adeguate e tempestive, superando la frammentazione e l’inefficienza che hanno finora penalizzato il distretto Lagonegrese-Pollino.
In sintesi, è tempo di assumersi la responsabilità di un futuro sanitario più equo, sostenibile e orientato al benessere della comunità.

