San Donato e Gksd: 2 Miliardi di Investimenti per la Ricostruzione della Libia

Il Gruppo San Donato, in sinergia con la società collegata Gksd, sotto la guida del presidente Kamel Ghribi, consolida la propria presenza strategica in Libia attraverso un ambizioso programma di collaborazioni internazionali.

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Questo impegno, concretizzato in contratti per un valore complessivo superiore ai 2 miliardi di dollari (circa 1,7 miliardi di euro), si configura come un veicolo per la diffusione di know-how, modelli organizzativi e competenze distintive del panorama italiano, con particolare riferimento all’eccellenza del San Raffaele nel settore sanitario, ma estendendosi all’ingegneria e all’energia.

L’iniziativa, frutto di precedenti missioni esplorative, studi di fattibilità approfonditi e un intenso dialogo con le istituzioni libiche, si è materializzata con la firma di accordi a Benghazi, in partnership con il Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo della Libia, guidato da Belgacem Haftar.

Questi accordi delineano un piano di interventi mirati a stimolare la ripresa e la modernizzazione del paese.
Il fulcro degli interventi riguarda il Benghazi Medical Center, principale punto di riferimento sanitario per la regione, e la creazione di un moderno Centro Oncologico, elementi cruciali per il miglioramento della salute pubblica.

Parallelamente, è previsto lo sviluppo di un impianto all’avanguardia per la valorizzazione energetica dei rifiuti urbani (waste-to-energy), un progetto che integra la sostenibilità ambientale con la produzione di risorse energetiche, contribuendo a ridurre la dipendenza da combustibili fossili e promuovendo un’economia circolare.

Kamel Ghribi, presidente di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, ha sottolineato come questi accordi rappresentino una tappa fondamentale nel percorso di collaborazione tra le parti.
Ha inoltre evidenziato una visione improntata alla responsabilità sociale, affermando che l’impegno del Gruppo a Benghazi si fonda sulla ferma convinzione che lo sviluppo sostenibile sia intrinsecamente legato al rafforzamento delle infrastrutture essenziali, in primis la sanità e l’energia.
Queste due aree, infatti, costituiscono non solo pilastri per il benessere individuale e comunitario, ma anche fattori determinanti per la stabilità e la prosperità di una nazione, contribuendo a creare un ambiente favorevole alla crescita sociale ed economica.

L’iniziativa va oltre il mero aspetto economico, configurandosi come un investimento nel futuro della Libia e un esempio di come la cooperazione internazionale possa favorire la ricostruzione, la crescita e il progresso condiviso.
Il modello adottato aspira a creare un ecosistema di competenze e risorse che possa perpetuarsi nel tempo, lasciando un’eredità duratura per le generazioni future.

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