San Marco risplende: un restauro tra arte, luce e storia.

La Basilica di San Marco a Venezia risplende di una nuova luce, frutto di un’opera di restauro e valorizzazione che si protrae da anni e che ora giunge a tappe significative.

La facciata principale, finalmente esente dalle impalcature che l’hanno avvolta per oltre sette anni, rivela una bellezza rinnovata, amplificata da un sistema di illuminazione pensato per esaltare la scena della Natività, incastonata sopra la Porta dei Fiori, nella suggestiva Piazzetta dei Leoncini.

Questo intervento si inserisce in un più ampio piano di interventi, delineato dalla Procuratoria di San Marco, che mira a preservare e a rendere fruibile al pubblico il patrimonio artistico e spirituale di uno dei monumenti più iconici del mondo.
Il Bilancio di Previsione 2026, presentato in anteprima all’Auditorium di Sant’Apollonia, testimonia l’impegno continuo verso la tutela di questo inestimabile bene.
Oltre alla facciata, sono stati completati lavori cruciali nel Nartece Nord, dove il Ministero della Cultura ha contribuito in modo determinante, e nel pavimento e nella base dell’altare della Cappella del Santissimo, gravemente danneggiate dalle frequenti e sempre più intense acqua alte.

L’intervento, descritto come “certosino” per la cura e l’attenzione ai dettagli, ha mirato a ripristinare la qualità originaria dei materiali e delle tecniche costruttive, rispecchiando la maestria degli artefici del passato.
La rifusione dei materiali è stata eseguita nel pieno rispetto delle normative vigenti e con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

Il restauro della scultura bronzea di Francesco Segala, adorna del Fonte Battesimale nel Battistero, rappresenta un ulteriore tassello in questo percorso di recupero e valorizzazione.

L’intervento ha permesso di restituire alla fruizione pubblica un’opera di notevole pregio, spesso trascurata.
A tal proposito, Barel ha invitato i visitatori a dirigere lo sguardo verso l’alto, ammirando il Trittico della Deesis, un capolavoro di arte bizantina, ora protagonista di un’illuminazione studiata per esaltarne i colori e le sfumature, giorno e notte.
Il recupero della Cappella Zen, con il prezioso sepolcro del Cardinale Zen, testimonia la volontà di preservare anche le memorie e le storie legate alla Basilica.
Attualmente, i restauratori sono al lavoro sul cancello d’ingresso, un elemento architettonico di grande importanza simbolica e funzionale.

Un’attenzione particolare è rivolta al soffitto della sagrestia, ricco di mosaici bizantini, dove si sta procedendo alla sostituzione dell’impianto di illuminazione con tecnologie all’avanguardia, senza tuttavia compromettere l’atmosfera magica e suggestiva che da sempre caratterizza questo ambiente.
L’obiettivo è di coniugare innovazione e tradizione, garantendo un’illuminazione ottimale e rispettosa delle opere d’arte.

Infine, è stata presentata in anteprima la restaurazione delle pale delle grandi portelle dell’organum magnum di Francesco Tacconi, opere rimaste celate per ben 250 anni, ora recuperate e visibili a Sant’Apollonia.
Questo intervento, come sottolinea la Procuratoria, rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di valorizzazione del patrimonio musicale e artistico della Basilica di San Marco, un tesoro inestimabile che continua a emozionare e ad ispirare visitatori da tutto il mondo.
La rifusione dei materiali è stata eseguita con il contributo di artigiani locali, nel rispetto delle antiche tecniche di lavorazione.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap