L’Istituto comprensivo “Eduardo De Filippo”, un’oasi educativa nel tessuto urbano di Ponticelli, periferia est di Napoli, ha lanciato un segnale d’allarme urgente al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
Questo non è un mero reclamo, ma una supplica pubblica, frutto di un’esasperazione legittima e di una profonda preoccupazione per il futuro dei suoi studenti, un grido di speranza rivolto a chi detiene la responsabilità di intervenire.
La situazione, che i docenti hanno più volte denunciato senza ottenere risposte concrete, è insostenibile.
Il plesso centrale, cuore pulsante dell’istituto, versa in condizioni di grave degrado, con servizi igienici fatiscenti che hanno reso necessario, a più riprese, la sospensione delle lezioni.
L’inizio dei lavori di manutenzione, avviato solo a ridosso delle festività natalizie, evidenzia un ritardo inaccettabile che ha penalizzato l’apprendimento e il benessere degli alunni.
L’assurdità della vicenda si amplifica quando si considera l’esistenza di un edificio gemello, oggetto di una profonda ristrutturazione finanziata con oltre un milione di euro provenienti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Questo edificio, completato da oltre un anno, offre aule e servizi igienici moderni e funzionali, una soluzione pronta all’uso che, inspiegabilmente, non è stata messa a disposizione dell’istituto.
L’istituto De Filippo si trova quindi a convivere con un’opportunità mancate, un paradosso che testimonia un’iniquità profonda.
Il plesso accoglie una comunità scolastica di circa 350 studenti, di cui 35 con disabilità, che frequentano aule affette da problematiche strutturali come umidità e intonaci deteriorati, creando ambienti invivibili, specialmente durante i mesi invernali.
La richiesta dei docenti è chiara: l’immediata assegnazione degli spazi ristrutturati finanziati dal PNRR, il ripristino urgente della sicurezza e della piena funzionalità del plesso esistente e, soprattutto, la cessazione di soluzioni provvisorie che gravano sempre sugli stessi territori, aggravando le disuguaglianze.
La chiusura, anche temporanea, di una scuola non è semplicemente una questione di infrastrutture: è la sospensione di un presidio sociale fondamentale.
L’istituto De Filippo rappresenta l’unico punto di riferimento stabile per la comunità, un baluardo contro la marginalizzazione e le dinamiche criminali che affliggono la zona.
Grazie a un impegno costante e condiviso, in questi ultimi tre anni, è stato possibile raggiungere un traguardo apparentemente impossibile: l’azzeramento della dispersione scolastica, un risultato prezioso che rischia di essere vanificato dall’inerzia delle istituzioni.
La lettera al Ministro Valditara è un atto di responsabilità.
I docenti ribadiscono che le conseguenze di questa situazione non potranno essere attribuite alla comunità scolastica – insegnanti, famiglie e studenti – ma ricadranno interamente su chi ha il compito di agire e ha, fino ad ora, preferito l’immobilismo.
La didattica continuerà ad essere esercitata come un atto di resistenza civile, un impegno morale che non può essere compatibile con la passiva accettazione di un graduale smantellamento del servizio educativo.
La speranza è che questo appello possa finalmente risvegliare le coscienze e innescare un cambiamento concreto, restituendo dignità e futuro agli studenti di Ponticelli.






