Semestre filtro: Studenti in protesta, rischio bocciature

La mattinata di esami decisivi si tinge di protesta: l’Unione degli Universitari ha animato un significativo presidio di fronte al Ministero dell’Università, in un acceso dibattito attorno al controverso “semestre filtro”, un meccanismo pensato per ampliare l’accesso a determinate facoltà, ma che rischia di generare un’ondata di bocciature.

L’organizzazione denuncia un sistema che, lungi dall’essere inclusivo, si configura come un severo filtro che esclude una parte consistente di aspiranti studenti, aggravando le disuguaglianze e generando un clima di forte stress.
Il semestre filtro, concepito con l’intento di selezionare i candidati più meritevoli per i corsi a numero chiuso, soprattutto in ambito sanitario, si è rivelato un percorso costellato di criticità, con procedure arbitrarie e divergenti da un ateneo all’altro.
Questo approccio crea incertezza e penalizza studenti che, pur possedendo il talento e la motivazione, si trovano ad affrontare una sfida ingiusta.

L’Udu sottolinea che questo sistema non favorisce coloro che sognano di intraprendere la carriera medica, bensì crea ostacoli e alimenta frustrazione.
Al presidio, l’Unione ha presentato il primo atto di una più ampia iniziativa legale che coinvolgerà l’intero territorio nazionale.
Si tratta di una diffida rivolta a un vasto numero di partecipanti al semestre filtro, un chiaro segnale di intenti a contestare la legittimità del processo e a richiedere un intervento immediato per correggere le gravi irregolarità riscontrate.

La diffida rappresenta il primo passo verso una serie di azioni legali collettive e territoriali, volte a tutelare i diritti degli studenti sia a livello generale, in relazione alle criticità intrinseche del semestre filtro, sia in relazione alle specificità riscontrate nei singoli atenei.
Tra le problematiche più rilevanti evidenziate dall’Udu spiccano la mancanza di uniformità nella valutazione degli esami, la discrezionalità nell’applicazione degli obblighi di frequenza, l’insufficienza nella tutela dell’anonimato durante le prove e condizioni di esame inadeguate che compromettono la parità di opportunità.

In un gesto simbolico e di forte impatto emotivo, parallelamente al presidio di fronte al Ministero, l’Udu ha organizzato la consegna di camici sanitari agli studenti partecipanti al semestre filtro in diverse università italiane.

Un atto che va oltre la semplice consegna di un indumento: è una dichiarazione di fiducia nelle capacità e nel potenziale di questi giovani, un rifiuto di delegare a un sistema giudicato iniquo il potere di determinare il loro futuro.
Contestualmente, sono stati distribuiti materiali informativi dettagliati sulle procedure di ricorso e sui canali di segnalazione per denunciare anomalie e irregolarità riscontrate durante il percorso.

L’Unione degli Universitari conclude con un appello al senso di responsabilità delle istituzioni: per affrontare il problema della carenza di personale sanitario, è necessario investire in percorsi di studio chiari e accessibili, garantire pari opportunità per tutti gli studenti e smettere di creare barriere artificiali che ostacolano il diritto allo studio.
Il semestre filtro, lungi dall’ampliare l’accesso all’istruzione, lo restringe, generando frustrazione e disuguaglianze.

Un messaggio chiaro e deciso, lanciato oggi davanti al Ministero e in tutte le università italiane.

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