La giustizia orma una pausa nell’avviluppante vicenda che vede Moussa Sangare, trentenne accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni, trentatreenne, consumatosi a Terno d’Isola tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 2024.
La sentenza, attesa lunedì presso la Corte d’Assise di Bergamo, è ora incerta a causa di un’inattesa svolta processuale: il cambio di rappresentanza legale dell’imputato.
Sangare, che si è dichiarato responsabile del tragico evento e che successivamente ha manifestato un rifiuto a confermare le confessioni rese in precedenza, ha revocate l’incarico all’avvocato Giacomo Maj, affidandolo a Tiziana Bacicca.
La nuova difesa ha immediatamente chiesto un rinvio, sostenendo la necessità di un’analisi approfondita del vasto materiale processuale.
Un onere particolarmente gravoso, considerato che l’avvocata Bacicca è entrata in gioco in una fase avanzata del procedimento, il 13 gennaio, lasciando poco tempo per la preparazione di una difesa adeguata.
La situazione si presenta complessa.
Il cambio di avvocato non è solo una formalità procedurale, ma riflette una profonda crisi personale dell’imputato.
L’avvocata Bacicca, dopo un incontro con Sangare in carcere, ha descritto uno stato d’animo gravato da confusione e profonda depressione.
L’imputato ha espresso riserve significative nei confronti delle strategie difensive precedentemente adottate, manifestando dubbi sulla capacità del suo precedente legale di rappresentare compiutamente i suoi interessi e di argomentare a suo favore.
Questa rilettura della vicenda, che emerge dalle parole dell’avvocata, solleva interrogativi cruciali.
L’ammissione di colpevolezza, le successive retrazioni, la percezione di una difesa inadeguata: tutti questi elementi contribuiscono a dipingere un quadro di profonda incertezza psicologica e di una possibile distorsione della percezione degli eventi.
L’istanza di rinvio, pertanto, non si limita a una questione tecnica, ma investe la stessa validità del processo e la necessità di garantire all’imputato il diritto a una difesa pienamente consapevole e informata.
Il rinvio permetterà all’avvocata Bacicca di ricostruire la narrazione dei fatti dal punto di vista del suo assistito, di valutare la sussistenza di eventuali fattori attenuanti o di elementi che possano inficiare la responsabilità penale di Sangare.
La Corte d’Assise dovrà ora ponderare attentamente la richiesta, bilanciando l’esigenza di celerità processuale con il diritto fondamentale dell’imputato a una difesa equa e completa.
L’esito di questa decisione avrà un impatto significativo non solo sulla tempistica della sentenza, ma anche sulla percezione di giustizia e sulla possibilità di una piena ricostruzione della verità in un caso che ha profondamente scosso la comunità bergamasca.


