Torre Garisenda: Prosegue il consolidamento, scienza e ingegneria al lavoro.

L’intervento di risanamento e consolidamento della Torre Garisenda, uno dei simboli di Bologna, prosegue con un approccio metodologico complesso e attento, volto a preservare l’edificio storico dalle criticità strutturali che lo affliggono.

L’impossibilità di utilizzare i finanziamenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha comportato una formale richiesta al Ministero della Cultura, finalizzata alla ricerca di risorse alternative, una procedura già adottata con successo per interventi similari in altre città e regioni italiane.

Questa scelta si giustifica in ragione delle stringenti tempistiche imposte dal PNRR, incompatibili con la natura graduale e iterativa del piano di consolidamento.

Il progetto si articola in diverse fasi, che vanno ben oltre la semplice ristrutturazione fisica.
Iniziate nella primavera del 2025, le opere preparatorie nell’area circostante la torre comprendono una scrupolosa rimozione dei basoli, un’analisi dettagliata degli impianti sotterranei e la preparazione logistica per l’installazione di tralicci e sistemi di tensionamento.

Questi ultimi, capaci di esercitare una leggera trazione – 5 tonnellate verso sud e 10 verso est – avranno il cruciale compito di alleggerire i carichi verticali che gravano sulla struttura, rendendo così possibile la successiva iniezione di malta cementizia, elemento chiave per il consolidamento del basamento.
Un aspetto fondamentale del progetto è rappresentato dall’approfondita ricerca scientifica che lo accompagna.
L’Università di Bologna è impegnata in un’analisi di laboratorio su 44 campioni di selenite, materiale costitutivo della torre, con l’obiettivo di affinare la comprensione del suo comportamento meccanico e strutturale.

Questo studio è cruciale per modellare con precisione il processo di consolidamento e minimizzare i rischi.

Il monitoraggio continuo della torre, in sinergia con la Torre degli Asinelli, è garantito da un sistema tecnologicamente avanzato che impiega pendoli, sensori topografici, geodetici e accelerometrici.
Una “Control Room” dedicata interpreta costantemente i dati raccolti, permettendo l’attivazione tempestiva di misure preventive qualora si rilevassero anomalie.

Durante le operazioni preparatorie, è stato registrato un impercettibile movimento rotatorio verso nord, prontamente correlato a un assestamento fondale, un fenomeno che ha confermato la necessità di un approccio estremamente cauto e reattivo.

L’intero processo di cantiere è guidato dal cosiddetto “metodo osservazionale”, una filosofia progettuale che privilegia l’adattamento dinamico delle fasi operative in base all’evoluzione reale della struttura.
Questo approccio implica una gestione flessibile dei tempi e una costante verifica dei risultati, dimostrando un impegno verso la salvaguardia del patrimonio storico e un’attenzione scrupolosa alla sicurezza.
La Torre Garisenda, quindi, non è solo un edificio da restaurare, ma un laboratorio a cielo aperto dove la scienza e l’ingegneria si uniscono per preservare un simbolo della città.

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