Truffa agli anziani: 120.000 euro sottratti con SMS e false chiamate.

Un sofisticato schema di truffa, abilmente orchestrato da un trio di individui provenienti da Caserta e Napoli, ha privato un’anziana residente nella provincia di Nuoro di quasi 120.000 euro.
L’episodio, verificatosi il 13 agosto e segnalato alle autorità, evidenzia la crescente pervasività di tecniche di inganno telematico e la vulnerabilità di anziani, spesso poco avvezzi alle complessità del mondo digitale.

La dinamica della truffa ha preso avvio con l’invio di un SMS apparentemente legittimo, simulato come proveniente da Nexi, società leader nei servizi di pagamento digitale.
Il messaggio ingannevole, strutturato per suscitare allarme, avvisava la vittima di un’operazione bancaria di 990 euro non riconosciuta.

Questa operazione di *phishing*, volta a indurre la vittima a intraprendere azioni che la espongano a ulteriori rischi, ha creato un senso di urgenza e la necessità di intervento immediato.

La vittima, nel tentativo di risolvere il presunto problema, ha contattato il numero di telefono fornito nel messaggio.
Altro elemento chiave dell’inganno, l’interlocutore, presentandosi come operatore Nexi, ha rafforzato la veridicità dell’allarme, suggerendo una possibile frode e indirizzando l’anziana a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Questo passaggio, frutto di una precisa *social engineering*, si è dimostrato cruciale per conquistare la fiducia della vittima.

Successivamente, una telefonata proveniente da un numero falsificato, utilizzando la tecnica del *caller ID spoofing* per simulare l’origine dalla Centrale Operativa dei Carabinieri di Lanusei, ha ulteriormente consolidato la messinscena.
L’utilizzo di questa tecnica, che permette di alterare l’identificativo del chiamante, ha reso la comunicazione apparentemente ufficiale e credibile.
Un uomo, spacciandosi per un carabiniere identificato come “Giuseppe”, ha manipolato la vittima, convincendola a recarsi presso la filiale del Banco di Sardegna di Lanusei e ad effettuare tre bonifici urgenti verso conti correnti Findomestic, per un ammontare totale di 119.800 euro.
Questa azione, pianificata nei minimi dettagli, ha sfruttato la fiducia e la buona fede della vittima.
Solo in un momento successivo, la vittima ha maturato dei dubbi e si è recata in caserma a denunciare l’accaduto.

L’intervento tempestivo dei militari ha permesso di avviare un’indagine che ha portato all’identificazione e alla denuncia dei tre responsabili, due residenti in provincia di Caserta e uno napoletano.
Un esito positivo è stato il recupero di 30.800 euro del denaro sottratto, che saranno restituiti alla vittima.
Questo recupero parziale dimostra l’importanza di una rapida denuncia e di un’indagine mirata.
L’episodio sottolinea la necessità di rafforzare la consapevolezza e l’educazione digitale, in particolare rivolta alla popolazione anziana, per contrastare sempre più efficacemente questi sofisticati schemi di truffa.
La diffusione di informazioni chiare e accessibili sui rischi di phishing, social engineering e caller ID spoofing è essenziale per prevenire future vittime.

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