Truffa Telefonica a Noli: 100.000 Euro Svaniti con lo *Spoofing*

Un episodio emblematico di sofisticata truffa telefonica ha recentemente colpito una residente di Noli, evidenziando la crescente pervasività e l’evoluzione delle tecniche di raggiro utilizzate dai criminali.

La donna, di 65 anni, è caduta vittima di una truffa basata sullo *spoofing*, una pratica fraudolenta che permette di mascherare l’identità di un numero di telefono, facendolo apparire come se provenisse da una fonte legittima, in questo caso, dalle stesse Forze dell’Ordine.
L’esordio della truffa si è manifestato con una telefonata in cui la vittima, apparentemente, è stata messa in contatto con un interlocutore che si spacciava per un funzionario delle autorità competenti.
Con un approccio manipolatorio e abile, l’agente truffaldino ha confezionato una narrazione incentrata su presunti movimenti sospetti sul conto corrente della donna, presentandola come una situazione di emergenza che richiedeva un’immediata azione correttiva.

Sfruttando la vulnerabilità e la fiducia della vittima, l’interlocutore ha sapientemente orchestrato una serie di bonifici, inducendola a trasferire una somma ingente, pari a circa 100.000 euro, su un conto corrente controllato dai truffatori.
La dinamica del raggiro testimonia una pianificazione accurata e la capacità di adattare la narrazione per massimizzare l’efficacia del raggiro, puntando sulla paura e sul senso di responsabilità della vittima.

La presa di coscienza della truffa ha portato la donna a rivolgersi ai Carabinieri di Noli, i quali, con tempestività e professionalità, hanno avviato un’indagine approfondita.
Attraverso un’azione coordinata con gli istituti di credito coinvolti, i militari hanno riuscito a bloccare una parte significativa dei fondi sottratti, per un ammontare di circa 70.000 euro, limitando così il danno economico subito dalla vittima.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri, ha portato all’identificazione e alla denuncia di tre individui, di età compresa tra i 20 e i 67 anni, residenti nelle province di Agrigento, Napoli e Salerno.
Le indagini hanno rivelato che i presunti truffatori sono già noti alle Forze dell’Ordine e gravati da precedenti penali specifici, suggerendo una loro affiliazione a organizzazioni criminali specializzate in truffe telefoniche e finanziarie.

Questo episodio mette in luce la necessità di una maggiore sensibilizzazione del pubblico in merito alle tecniche di *spoofing* e alle tattiche di manipolazione utilizzate dai criminali.

È fondamentale che i cittadini siano consapevoli del fatto che le autorità competenti non richiedono mai di effettuare bonifici o comunicare dati bancari sensibili tramite telefonate e che in caso di dubbi è sempre consigliabile verificare l’identità dell’interlocutore contattando direttamente le istituzioni ufficiali.

La complessità crescente di queste truffe richiede un impegno continuo da parte delle forze dell’ordine e delle istituzioni per contrastare efficacemente questo fenomeno e proteggere la popolazione da attacchi sempre più sofisticati.

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