L’Umbria, nel 2025, si confronta con una tendenza preoccupante: una diminuzione delle donazioni di sangue e plasma che solleva interrogativi sul futuro della sicurezza trasfusionale regionale.
I dati, presentati dal presidente regionale dell’Avis Umbria, Enrico Marconi, in occasione della presentazione del calendario Barbanera Avis e del Piccolo Barbanera 2026, rilevano una contrazione dell’1,66% rispetto al periodo gennaio-novembre 2024.
Questo si traduce in un calo di 605 donazioni, passando da 36.406 a 35.801 unità.
La diminuzione non è omogenea sul territorio: la provincia di Perugia, tradizionalmente un pilastro della raccolta, registra un calo di 488 donazioni, mentre la provincia di Terni ne perde 117.
Un’eccezione significativa è rappresentata dalla città di Perugia, che, in controtendenza rispetto al quadro generale, segna un incremento di 169 donazioni, testimoniando una vitalità associativa che merita di essere approfondita e replicata.
Particolarmente incoraggiante è l’andamento positivo dell’Avis di Spina (Marsciano), che ha visto un aumento del 35,1%, indicando una potenziale strategia di sensibilizzazione particolarmente efficace in quella zona.
Marconi ha descritto un anno segnato da difficoltà operative e ostacoli strutturali.
La recrudescenza di influenze respiratorie nei primi mesi dell’anno ha impattato negativamente sulla disponibilità dei donatori, mentre l’introduzione di un nuovo sistema gestionale per il servizio trasfusionale ha generato disagi e rallentamenti.
Un fattore critico è emerso dalla segnalazione di carenze di personale medico all’interno della Usl Umbria 2, con ripercussioni dirette sulla capacità dei centri di raccolta di operare al massimo della loro efficienza.
La situazione evidenzia una complessa interazione di fattori sanitari, gestionali e organizzativi che richiedono un’analisi approfondita e risposte concrete.
L’Avis Umbria, attraverso i suoi rappresentanti nel centro regionale sangue, ha espresso la necessità di un intervento tempestivo da parte del sistema sanitario regionale, chiedendo garanzie e soluzioni a problematiche di lungo corso.
In particolare, è urgente affrontare questioni legate al coordinamento delle campagne promozionali, con un focus specifico sulla raccolta del plasma, un componente essenziale per la produzione di farmaci salvavita.
Mauro Santarelli, rappresentante dell’Avis provinciale di Perugia, ha sottolineato l’importanza strategica del coinvolgimento delle nuove generazioni, auspicando un rafforzamento delle iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle comunità locali.
L’ampliamento della base donatori è cruciale per assicurare la sostenibilità del servizio trasfusionale e per rispondere alle future esigenze sanitarie della regione.
La sfida, ora, è trasformare le preoccupazioni emerse in un’opportunità per rafforzare la collaborazione tra istituzioni, associazioni di volontariato e comunità, per garantire un futuro sicuro e sostenibile per la donazione di sangue e plasma in Umbria.

