L’Umbria si confronta con una metamorfosi profonda nel panorama turistico, un cambiamento che riflette tendenze nazionali più ampie e segna una ridefinizione del concetto stesso di ospitalità.
Il tradizionale modello alberghiero, pilastro storico dell’offerta turistica regionale, sta subendo una contrazione, un fenomeno che si inquadra in una dinamica nazionale caratterizzata da una diminuzione del 5,2% delle imprese alberghiere negli ultimi quattro anni, contro un boom del 42,1% delle strutture di alloggio per vacanze e soggiorni brevi.
Questa polarizzazione, acuita dalla crescente popolarità di piattaforme digitali e dalla domanda di soluzioni flessibili, richiede all’Umbria una riflessione strategica per preservare la sua vocazione turistica e valorizzare le sue peculiarità.
L’analisi Unioncamere, basata sui dati registrati nel terzo trimestre del 2025 e confrontati con quelli del 2021, evidenzia un calo di 8,3% delle imprese alberghiere umbre, portando il numero da 458 a 420.
Un dato che colloca la regione in una posizione intermedia, tra le realtà a più alta concentrazione turistica e quelle che faticano a intercettare le nuove esigenze dei viaggiatori.
La diminuzione, seppur significativa, non implica una perdita di attrattività, ma piuttosto una riorganizzazione dell’offerta.
Parallelamente alla contrazione del settore alberghiero, si assiste a un’espansione considerevole dell’ospitalità diffusa.
Le imprese che offrono servizi di alloggio per vacanze e soggiorni di breve durata sono cresciute del 35,3%, passando da 499 a 675 unità.
Questo dato, sebbene inferiore alla media nazionale, posiziona l’Umbria come seconda regione del Centro Italia per crescita in questo segmento, superando Lazio e Toscana, a testimonianza di un cambiamento strutturale profondo.
La proliferazione di Bed e Breakfast, agriturismi, case vacanze e altre forme di alloggio flessibili risponde a una domanda che ricerca autenticità, immersione nel territorio e un rapporto più diretto con le comunità locali.
Questa trasformazione pone interrogativi cruciali sul futuro del turismo umbro.
Il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Mencaroni, sottolinea la necessità di un approccio proattivo, che non si limiti a subire i cambiamenti, ma che li interpreti come opportunità per un’evoluzione sostenibile e di qualità.
La diversificazione dell’offerta turistica, pur garantendo una maggiore flessibilità e un’offerta più capillare, deve essere gestita con rigore, assicurando che le nuove strutture operino in un quadro di regole chiare e che contribuiscano a preservare l’identità e la bellezza del territorio.
La sfida per l’Umbria è dunque quella di costruire un modello di sviluppo turistico che concilare innovazione e legalità, valorizzando le risorse locali, promuovendo un’accoglienza di alta qualità e garantendo un equilibrio tra le esigenze dei visitatori e la tutela del patrimonio culturale e ambientale.
La sopravvivenza e la prosperità del sistema turistico regionale dipendono dalla capacità di creare sinergie tra le diverse tipologie di strutture, promuovendo la concorrenza leale e sostenendo le imprese che operano nel rispetto delle regole, assicurando che l’Umbria continui ad essere una destinazione desiderabile e autentica nel panorama turistico italiano.







