Ustica, GIP rinvia: nuove indagini e verità da ritrovare.

L’udienza davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Roma, relativa all’opposizione alla richiesta di archiviazione per la tragedia di Ustica, si è conclusa dopo circa un’ora, lasciando aperta la questione e rinviando la discussione al 19 dicembre.

Il GIP Livio Sabatini ha emesso un’ordinanza cruciale, demandando al Ministero dell’Interno la fornitura di un elenco completo e aggiornato dei familiari superstiti delle vittime, un passaggio formale ma essenziale per garantire la piena partecipazione dei diritti delle parti offese nel processo.

Un aspetto particolarmente delicato riguarda la richiesta, avanzata da una delle parti offese e sostenuta dal Pubblico Ministero, di includere la Presidenza del Consiglio dei Ministri come parte lesa nel procedimento.
Questa richiesta, che ha generato dissenso da parte di altre parti, è stata riservata in decisione dal GIP, aprendo a un’interpretazione più ampia del ruolo dello Stato nella gestione delle responsabilità derivanti da eventi tragici di tale portata.

La presenza in aula di alcuni familiari delle vittime ha testimoniato l’ancora viva sofferenza e la persistente richiesta di verità.

L’Associazione dei parenti delle vittime ha ribadito con forza la propria convinzione che la richiesta di archiviazione si basi su una omissione deliberata: la presenza, quella stessa notte, di una portaerei francese, una circostanza costantemente negata dalle autorità francesi.

L’associazione afferma di aver acquisito prove inequivocabili che documentano l’esistenza di un’esercitazione aerea, evidenziando, a loro avviso, l’imperativo di proseguire le indagini per fare luce sulle dinamiche che portarono alla catastrofe.
Si tratta di un elemento cruciale che si scontra con le conclusioni, apparentemente definitive, degli inquirenti.
Il GIP è attualmente chiamato a valutare due richieste di archiviazione, confluite in un’unica istanza, presentate dai pubblici ministeri.

La prima, risalente al 2008, è legata alle dichiarazioni rilasciate dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, le cui affermazioni, sebbene controverse, hanno riaperto interrogativi latenti sulla vicenda.
La seconda, avviata nel 2022, è frutto di un esposto presentato dall’Associazione per la Verità su Ustica, un’ulteriore manifestazione della volontà di non sopire la questione.
Entrambi i fascicoli sono condotti a carico di persone ignote, complice la difficoltà di ricostruire con certezza gli eventi.

Gli inquirenti, che hanno coordinato un complesso iter di rogatorie internazionali, coinvolgendo la Francia e altri Paesi, e ascoltato numerosi testimoni, dichiarano di non aver riscontrato elementi utili per determinare con precisione la causa della strage.

Nonostante ciò, la tesi della battaglia aerea tra velivoli militari, pur negata ufficialmente, rimane la più accreditata, mentre la pista dell’esplosione di una bomba a bordo è stata esplicitamente esclusa.
Tuttavia, la persistenza di dubbi e incongruenze alimenta la richiesta di un’indagine più approfondita, che tenga conto di tutte le evidenze, anche quelle finora trascurate, per restituire giustizia alle vittime e alle loro famiglie e dissipare l’ombra di un segreto di Stato ancora avvolto nell’oscurità.

La decisione del GIP sarà pertanto determinante per il futuro della ricerca della verità su Ustica.

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