mercoledì 14 Gennaio 2026

Valentini e Triacca: Memorie, Arte e un Progetto Incompiuto a Seregno

Seregno, un crocevia di memorie e linguaggi artistici: Valentini e Triacca tra progetto incompiuto e dialogo generazionaleDal 29 novembre al 6 gennaio, la città di Seregno si configura come un palcoscenico privilegiato per una riflessione profonda sull’arte italiana del secondo Novecento, ospitando una mostra monografica dedicata a due figure di spicco: Nanni Valentini e Antonio Triacca.

L’iniziativa, promossa dall’associazione FAS2018 in sinergia con Comitato 25 Aprile, Seregn de la Memoria, Circolo Culturale San Giuseppe e con il sostegno del Comune di Seregno, si propone di risvegliare un patrimonio artistico significativo e di restituirlo al dibattito culturale contemporaneo.

Al cuore dell’esposizione risiede la riscoperta di un corpus di opere preparatorie, realizzate da Nanni Valentini nel 1985 per il progetto del Monumento alla Memoria e alla Resistenza, un’opera pubblica destinata a segnare il territorio, ma mai realizzata.

Questi studi, bozzetti e tavole, conservati gelosamente da Roberto Galliani, amico e collezionista, emergono dopo quarant’anni, offrendo una finestra inedita sul processo creativo di un artista profondamente legato al contesto storico e sociale del suo tempo.

Lungi dall’essere semplici progetti preliminari, le opere rivelano un pensiero plastico e simbolico di sorprendente attualità, capaci di dialogare con le sfide interpretative del presente, interrogando il ruolo della memoria collettiva e la necessità di un’arte impegnata.
L’esposizione non si limita a celebrare la figura di Valentini.

Accanto al suo lavoro, vengono presentati gli ultimi lavori pittorici di Antonio Triacca, allievo e collaboratore di Valentini, offrendo un’occasione per esplorare il rapporto di filiazione artistica e il percorso individuale di un pittore influenzato dal maestro, ma capace di sviluppare una propria identità espressiva.
L’accostamento dei due artisti permette di cogliere le dinamiche di trasmissione del sapere artistico, l’evoluzione dei linguaggi e la continuità di un’eredità culturale.
La mostra, intitolata “Un progetto, una filiazione, una testimonianza”, si articola in due sedi espositive: la Galleria Civica Ezio Mariani e la Sala Minoretti, spazi che amplificano il valore dell’iniziativa e accolgono un pubblico diversificato.
Un catalogo dedicato, curato da Mario Porro, Daniela Ferrari, Alberto Crespi e Alberto Veca, arricchisce ulteriormente l’esperienza espositiva, offrendo approfondimenti critici e testimonianze che illuminano la complessa relazione umana e artistica tra i due protagonisti, delineando un quadro più ampio del loro contributo al panorama artistico italiano.

La mostra si configura quindi non solo come una retrospettiva, ma come un’indagine sulle generazioni di artisti che hanno segnato il Novecento, sulla loro capacità di interpretare il proprio tempo e sulla loro influenza sul futuro dell’arte.

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