Varvara: Dall’Ucraina al Vaticano, un Viaggio di Speranza

Varvara, un nome che incrocia confini e speranze: dall’Ucraina dilaniata al Canavese accogliente, fino al cuore del Vaticano.

La sua storia, intrisa di coraggio e fragilità, è il racconto di un’umanità che si fa ponte tra dolore e solidarietà.
L’arrivo di Varvara Struk, una dodicenne ucraina, in Italia, nel novembre 2023, è un atto d’amore reso possibile dall’associazione “La Memoria Viva”.
La ragione di questa transizione forzata è impellente: una diagnosi di radbisarcoma al collo, un tumore aggressivo che richiedeva cure specialistiche immediate.
La macchina sanitaria italiana si attiva con rapidità.
Grazie alla competenza del Dottor Ugo Scarlato, l’ospedale di Ivrea la indirizza al Regina Margherita di Torino, dove inizia un percorso di cura intensivo.

Parallelamente, il Comune di Castellamonte si fa carico delle complesse procedure burocratiche, assicurando a Varvara e alla sua famiglia un ambiente di supporto.
Durante il periodo di ricovero, la resilienza di Varvara si rivela straordinaria.

Nonostante le difficoltà, affronta le terapie con determinazione, superando le prove e tornando a casa, accolta dall’affetto della madre Iryna e del padre Dimitry, rientrato in Italia per le festività natalizie.
Ma la sua storia non si ferma qui.
Un desiderio si fa insistente: incontrare il Papa.
Un sogno che si concretizza il 31 dicembre 2025, quando Varvara, accompagnata dalla sua famiglia, viene ricevuta in udienza da Papa Leone XIV.
L’incontro assume un significato profondo, un gesto di speranza in un momento storico segnato da conflitti e sofferenze.

Varvara porta con sé doni simbolici, espressione della cultura ucraina e testimonianza del dolore inflitto dalla guerra.
Il trolley che la accompagna non è solo un bagaglio di ricordi, ma un simbolo del suo viaggio, un contenitore di speranze.
All’interno, una Vilna, una bambola che incarna la libertà, con pietre gialle e blu, i colori del suo Paese.
Insieme a questi oggetti, una lettera del Sindaco Pasquale Mazza, un ringraziamento alla Santa Sede per l’attenzione dimostrata verso i giovani ucraini accolti in Italia.

L’incontro di Varvara si inserisce in un percorso di dialogo e solidarietà tra “La Memoria Viva” e il Vaticano, che ha visto in passato l’incontro di Papa Francesco con bambini orfani di Kharkiv e di Veronika Lavinda, e di Papa Leone con Elena Korobko, una giovane ragazza affetta da una rara malattia.
Durante l’udienza, Varvara non dimentica la gravità della situazione: ricorda i ventimila bambini ucraini scomparsi, vittime del conflitto, e invoca il ritorno a casa.
La sua storia, più che un semplice racconto personale, si eleva a simbolo di una battaglia universale per la pace e la giustizia, un faro di speranza in un mondo ferito.

Varvara, una piccola eroina, continua la sua lotta, portando con sé la forza di un intero popolo.

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